Periferie salvate dai «ragazzini»

di Veronica Vigilante (da avvenireonline.it)
 

Mi chiamo Veronica, ho 18 anni, frequento la quinta classe del liceo scientifico e come molti altri ragazzi di Torino ho fatto parte del progetto «Il sogno di Ezechiele», nell’oratorio di Mappano. Quando nel gennaio 2003 arrivò in oratorio Stefania, nessuno dei miei coetanei sapeva bene perchè fosse necessaria la presenza di un’educatrice. Cosa fosse questo Progetto lo abbiamo scoperto solo con il passare del tempo; l’unica cosa che da subito riuscivo a percepire era che questa persona si sarebbe occupata di noi giovani in modo diverso dal solito. Io ho cominciato a frequentare l’oratorio grazie a un amico e quando vi ho messo piede per la prima volta non sapevo bene cosa fosse, non sapevo cosa si facesse e neppure mi entusiasmava più di tanto, mi sentivo un po’ spaesata e spesso inadeguata.
 

Avevo bisogno di un luogo in cui fare conoscenze, trovare amici, non certamente di ritrovarmi assalita da marmocchi di ogni età, ma presto ho cambiato idea, e ho imparato ad apprezzare tutti quei bimbi che, ogni sabato, giocano nel cortile e che con piccoli gesti e semplici parole sanno darti molto più dei grandi. E così ho cominciato a frequentare l’oratorio tutti i sabati; per i primi mesi non avevo nessun compito preciso, ero l’animatrice jolly, un po’ qui e un po’ là, sempre a giocare con i più piccoli. Nel frattempo cominciavo a partecipare anche agli incontri del gruppo di ragazzi della mia età: una volta al mese ci incontravamo con Stefania per riflettere insieme su qualche tema a noi vicino e per pregare. Questi incontri mi hanno permesso di legarmi agli altri componenti del gruppo e di cominciare a instaurare un rapporto di fiducia nei confronti di Stefania. Mi sentivo accolta, compresa e pian piano cominciavo a sentire che qualcuno aveva fiducia in me, e stava cercando di aiutarmi a crescere. Nel corso di questi tre anni il mio ruolo all’interno dell’oratorio è cambiato: da animatrice jolly sono diventata animatrice di gruppo.

Ho dato la mia disponibilità a diventare volontaria del doposcuola seguendo una ragazza di seconda media che aveva gravi problemi scolastici. Questa esperienza mi ha aiutato a comprendere come il nostro tempo e le nostre capacità possono essere messi al servizio di che ne ha bisogno. Questa riflessione mi ha portato a cominciare anche un’attività di volontariato presso una casa famiglia per bimbi dai 3 agli 11 anni e se ancora oggi svolgo questa attività il motivo è uno solo: da quando frequento l’oratorio sono riuscita a capire che c’è molta gente che ha bisogno di me, del mio aiuto, ma non solo, c’è anche chi ripone molta fiducia in me. La scorsa estate mi è stato affidato l’incarico di responsabile dell’Estate Ragazzi, quasi non ci credevo, avevo paura di sbagliare, ma dentro di me sentivo risuonare le parole che grazie a questo «Sogno di Ezechiele», qualcuno ancora oggi continua a ripeterci: «Avete le capacità per portare avanti le attività, dovete solo crederci! Siete voi a fare vostro l’oratorio!», e così ho fatto.

Certo non è stato semplice, ci sono stati momenti belli e momenti brutti, giorni in cui tutto andava bene e giorni in cui si era in forte difficoltà, ma alla fine tutti insieme abbiamo costruito una bella Estate Ragazzi. E ancora una volta, grazie a questa esperienza posso dire di essere cresciuta.


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Progetto Ezechiele
 
 

 

 

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