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Giamaica: Missione aperta dalla Provincia di S. Antonio (USA) Dopo le relazioni positive da parte dei visitatori inviati dal ministro generale, il definitorio generale ha dato il nulla osta per l’apertura della missione di Giamaica da parte della Provincia USA di S. Antonio. |
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Tre frati della Provincia USA di S. Antonio – fra Michael Duffy (superiore), fra Michael Heine e fra Joseph Dorniak – sono presenti in Giamaica già dal 16 agosto 2005 e svolgono l’attività presso la parrocchia di St. Mary a Above Rocks, a circa 40 km dalla capitale di Giamaica. La popolazione dell’isola di Giamaica (210 km di lunghezza e 100 km di larghezza) si aggira attorno ai tre milioni di abitanti, in maggioranza discendente dagli schiavi deportati dall’Africa occidentale. La Chiesa cattolica è organizzata in tre diocesi. L’arcivescovo di Kingston, la capitale, è quello che ha invitato la Provincia di S. Antonio ad incominciare l’attività missionaria nella sua diocesi. In tutto il paese, a maggioranza protestante, ci sono soltanto 66.000 cattolici, che vivono in gran parte nella capitale. Nell’isola sono presenti alcuni pochi frati OFM, i quali però stanno per ritirarsi a causa della mancanza di personale.
La parrocchia per più di 20 anni è stata amministrata da un sacerdote gesuita, il quale però non vi risiedeva, ma vi andava dalla capitale solamente per le celebrazioni domenicali, il che ha facilitato il passaggio di molti fedeli ad altre chiese e sette. Attualmente la parrocchia, la cui attività si svolge nella chiesa parrocchiale e in altre tre cappelle (outstations) comprende ca. 200 cattolici. Piuttosto pochi sono quelli che partecipano alla vita liturgica e sacramentale. La popolazione di questa zona è povera sotto tutti i punti di vista. In modo particolare la vita morale della gente lascia molto a desiderare. La struttura familiare è quasi inesistente; le coppie sono occasionali. Spesso le donne sono senza marito, ma con numerosi bambini. Il vescovo ci ha informato che il novanta per cento dei bambini giamaicani nasce fuori del matrimonio. Ci si può immaginare l’avventura di programmare la pastorale della catechesi familiare! Nel territorio della parrocchia ci sono quattro scuole di tutti i livelli con oltre 1800 studenti. I giovani provengono dal territorio della parrocchia e da zone più distanti. Originariamente le scuole erano tutte cattoliche, col tempo però il numero dei cattolici, sia insegnanti che studenti, si è ridotto al minimo: oggi fra tutte le scuole parrocchiali si contano un insegnante e sette studenti di fede cattolica. Invitando la Provincia nella sua diocesi, l’arcivescovo ha chiesto che, oltre alla testimonianza della vita religiosa in comunità, siano svolti l’apostolato della catechesi e di una seria preparazione ai sacramenti, l’amministrazione delle scuole parrocchiali, la formazione dei laici come guide delle comunità cristiane e come insegnanti nelle scuole, il servizio ai poveri attraverso la clinica medica parrocchiale (fra Duffy, infermiere di professione, può attendere a questo compito – il centro medico più vicino si trova a Kingston). Attualmente i frati si sono impegnati in tutti i campi richiesti dal vescovo e sono stati subito ben voluti dalla popolazione locale. Sono state già invitate, dagli USA, le Suore Francescane dell’Eucaristia, le quali dovrebbero impegnarsi nei programmi di formazione e rievangelizzazione della gente. Le strutture esistenti sono molto modeste, per non dire povere, tutte in cemento armato; in più, sono in pessimo stato di conservazione. Occorrerà anche trovare una collocazione alle famiglie che avevano occupato diverse camere del centro pastorale (poiché il parroco precedente non vi risiedeva, molti laici vivevano nelle strutture della parrocchia). Gli edifici esistenti sono: la chiesa, la casa dei frati – con tre camere, gli uffici della parrocchia, quattro scuole e diverse casette per gli insegnati delle scuole. L’arcivescovo e il vicario episcopale, quando li abbiamo incontrati, non sapevano come esprimere la loro ammirazione e gratitudine per il lavoro svolto dai tre frati. Hanno sottolineato quanto sono apprezzati ed amati dalla popolazione, alla quale si sono dedicati con devozione e in spirito di servizio. È proprio quello che la diocesi si aspettava dai frati e quello che vorrebbe da eventuali altre comunità religiose: la dedizione al rinnovamento spirituale della chiesa locale e l’apporto dello specifico carisma, il che – ci si augura – potrà far nascere locali vocazioni religiose. La diocesi ha espresso anche il suo grande desiderio di avere la presenza delle Suore Clarisse. È già predisposto il terreno per la costruzione del monastero su una collina, con bellissimo panorama attorno, vicino alla missione dei frati.
Dalla relazione che fra
Tadeusz Swiatkowski ha scritto
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