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tratto da:www.gesuiti.it/moscati/index |
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"Vangelo
fatto vita" "Se vedi una persona saggia, va' subito da lei. Il tuo piede logori i gradini della sua porta" (Siracide 6,36). Il nostro mondo ha tanto bisogno di saggezza... "senza età", sedimentata in uomini e donne spiritualmente maturi. Queste persone hanno un nome, un volto, una storia, una strada... una meta. Si chiamano Francesco... Chiara... Massimiliano... volti, nomi, storie, strade, mete... a noi già in parte conosciute. In loro, l'anima ha camminato in profondità, hanno acquistato il "fiuto" dell'Eterno... e così sono rimasti forti nonostante le loro debolezze, sono rimasti saldi nella loro fede nonostante i loro dubbi, sono rimasti protetti nonostante la loro solitudine!
Questi uomini e donne "sedotti da Dio" hanno aperto sentieri nel deserto. All'inizio sembravano essere soli, persino un po' folli... ma la loro solitudine li ha resi più evidenti, più raggiungibili a quelli che, ripercorrendo i segreti della loro santità, hanno imparato non solo a vivere, ma anche a morire, come loro... in Dio! Essi ci sono cari, perché la loro "follia" ha intaccato anche la nostra esistenza e ci hanno travolti nella loro avventura di Vangelo fatto vita. Affascinati da Cristo, essi ne hanno assorbito vita, stile, desideri, passione! Come Lui hanno imparato ad incarnare la "follia dell'Amore di Dio Padre per il mondo" e sono giunti ad amare fino a... morire d'amore! Maria, la Madre del Signore, fu per tutti loro Dimora segreta dove incontrarsi con l'Altissimo, e in Lei, a partire da san Francesco, tutti deposero la loro fiducia, perché era stata Lei che aveva "reso Gesù nostro fratello"; la amarono e furono da Lei amati di "speciale amore". Francesco d'Assisi, prima di Massimiliano Kolbe, ha deposto in Maria la sua vita, la sua fiducia e il suo amore. Egli non ha lasciato grandi trattati su Maria ma, come ha fatto sempre, la sua predica fu la sua vita, i suoi gesti, le sue scelte... e - in questo caso - la sua intima comunione con Lei, espressa nel "dimorare con Lei... nella sua casa" (1). "Diceva: "La Beata Vergine predilige questa tra tutte le chiese del mondo che le sono care". Per tali motivi egli nutrì, finché visse, la massima reverenza e devozione per la Porziuncola" (2). Francesco, infatti, dopo avere riparato la casa di Maria (3), vi si rifugia con i propri compagni, vi si stabilisce, vi dimora. Qui Francesco scopre la via della perfezione evangelica e fonda l'Ordine. Qui i frati si moltiplicano. Qui celebra i capitoli generali. Qui aveva accolto inizialmente Chiara e qui "Chiara fu fatta sposa di Cristo". Per questa casa di Maria, a preferenza delle altre che pure aveva riparato e frequentato, chiede l'indulgenza a Papa Onorio III. Esorta ardentemente i frati a non abbandonare mai questa "dimora mariana" (4). Inoltre, nell'anno ventesimo della sua conversione, chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola per rendere a Dio lo spirito della vita, là dove aveva ricevuto lo spirito della grazia. Da quanto scritto, risulta evidente che l'attaccamento di Francesco alla Porziuncola non era semplicemente attaccamento al luogo, quanto espressione del suo legame d'amore alla Vergine Santa. Sulle orme mariane di Francesco La proposta mariana di Massimiliano Kolbe affonda le radici e si identifica con questa esperienza mariana di Francesco. La riprende, la sperimenta, la sviluppa e la fa progredire. Portatosi alla culla del francescanesimo, Padre Kolbe scopre il ruolo, la missione e il volto dell'Immacolata. Intuisce che all'Ordine francescano è stato assegnato il carisma della rinascita di Cristo nei cristiani, per ricostruire la Chiesa sul Vangelo: è la continuazione nella storia della stessa missione di Maria. Si tratta, perciò, di un programma tutto mariano (5). È lo stesso fondatore dell'Ordine che, secondo san Massimiliano, occupa un posto particolare nei piani di Dio e della sua Madre: questo è il punto di partenza e di appoggio di tutta la geniale intuizione di Padre Kolbe. Infatti, scrive: "Vale la pena studiare a fondo le relazioni tra san Francesco e la Madre Santissima, l'Immacolata Concezione. Questo sarà il nostro punto di appoggio" (6). Padre Kolbe crede fermamente che per il Serafico Padre la vocazione, con quanto ne segue, è un dono singolare della Madonna. I suoi elementi essenziali – la povertà, la sofferenza, la gioia, la misericordia, l'amore al sacerdozio e alla Chiesa, Betlemme e il Calvario, il Crocifisso – li fece suoi assimilando Maria, alla quale rivolge preghiere e lodi irripetibili. Massimiliano Kolbe è convinto anche che san Francesco possedesse una conoscenza di Maria (forse solo mistica all'inizio) come Immacolata: "Incominciando dal Padre san Francesco e da san Bonaventura, la devozione all'Immacolata Concezione è stata una caratteristica particolare del nostro Ordine" (7 ). San Massimiliano fonda questa sua certezza sugli accenni alla Madonna del Serafico Padre: l'accento posto sulla unicità di Lei in riferimento a tutte le altre creature, la sua santità, la sua innocenza, la sua pienezza di grazia, la tutta bontà di Lei, il titolo di "Sposa dello Spirito Santo", di tabernacolo di Dio, di santuario dell'Altissimo, di sempre Vergine. Scrive, infatti: "Il Padre san Francesco (...), mandando i primi frati alla conquista delle anime, insegnava loro una preghiera alla Madre Divina: "Ti saluto, Signora... eletta dal santissimo Padre del cielo, che ti consacrò con il santissimo e dilettissimo Figlio e con lo Spirito Santo Paraclito. In Te vi è e vi fu tutta la pienezza di grazia e ogni bene" [Fonti francescane, 259]. Era stato ancora lui, a Rovigo, (…) a celebrare l'Immacolata Concezione di Maria alla presenza di una gran folla di ascoltatori e nella stessa località proprio lui aveva raccolto offerte e costruito una chiesa dedicata alla Madre Divina, erigendovi pure in essa un altare alla Concezione della Santissima Vergine" (8). Nella sua intuizione carismatica, Padre Kolbe vede due fasi distinte e complementari nella storia dell'Ordine: sono come due momenti di un unico disegno che l'Immacolata affida all'Ordine francescano. "Fin dai primordi del nostro Ordine – scrive – per sette secoli l'aureo filo della causa dell'Immacolata si è evoluto incessantemente. Si è combattuto per il riconoscimento della verità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. La lotta si è conclusa vittoriosamente. Tale verità è stata riconosciuta ovunque ed è stata proclamata dogma di fede. Ed ora? (...)"
Ora, dunque, si apre la seconda pagina della nostra storia: vale a dire, seminare questa verità nei cuori di tutti coloro che vivono e vivranno sino alla fine dei tempi, e curarne l'incremento e i frutti di santificazione. "Introdurre l'Immacolata nei cuori degli uomini, affinché Ella innalzi in essi il trono del Figlio Suo, li conduca alla conoscenza di Lui e li infiammi d'amore verso il Suo Sacratissimo Cuore" (9). Ecco un abbozzo del vastissimo programma per incorporare nella vita l’ineffabile realtà dell'Immacolata. San Massimiliano Kolbe avvia questa seconda pagina della storia, fondando la "Milizia dell'Immacolata". La M.I. – come lui stesso scrive – ha dietro a sé non solo la tesi francescana ma anche il dogma dell'Immacolata con tutte le sue conseguenze teoriche e pratiche. Occorre, quindi, "realizzare lo scopo della M.I. e al più presto possibile, ossia conquistare all'Immacolata il mondo intero e ogni singola anima che vive ora o che vivrà sino alla fine del mondo e attraverso Lei al Sacratissimo Cuore di Gesù (...). Approfondire incessantemente nelle anime l'amore verso l'Immacolata, stringere il vincolo d'amore tra le anime e Lei, affinché esse divengano una cosa sola con Lei, Lei stessa, affinché Ella stessa viva e ami (agisca) in esse e attraverso esse. Come Ella è di Gesù, di Dio, così ogni anima, attraverso Lei e in Lei, diverrà di Gesù, di Dio, ossia in una maniera molto più perfetta che senza di Lei e non attraverso Lei, se poi ciò fosse possibile. Allora le anime ameranno il Sacratissimo Cuore di Gesù come mai fino a quel momento lo avevano amato, poiché come Lei si immergeranno, come non avevano fatto mai, nei misteri dell'amore: la Croce, l'Eucaristia. L'amore di Dio infiammerà, attraverso Lei, il mondo, lo brucerà e avverrà la "assunzione" delle anime mediante l'amore" (10). Santa Scorese: nello stesso mistero d'amore In questo "fuoco d'amore" maturato nell'unione con Maria, Padre Massimiliano ha vissuto, lavorato, sofferto e ha donato la vita come martire della carità. Nello stesso mistero d'amore, la giovane Santa Scorese (1968-1991) ha inserito la sua avventura di santità e ha tratto motivo e forza per la sua maturazione umana, di fede e per la completa donazione di sé. Ma lasciamo che sia lei stessa ad introdurci nella sua esperienza:
Una vita intensa Ma, chi è questa ragazza? Perché interessarci di lei? Santa Scorese è una giovane della quale la Chiesa si sta interessando per verificare e confermare il "cammino di santità". Questa Serva di Dio, di cui è in corso il processo canonico per la beatificazione, è per tutti noi, discepoli del Kolbe, una conferma ulteriore della forza che promana dalla Vergine, Madre di Dio e nostra, capace di formare dei santi anche in questo terzo difficile millennio. Santa Scorese: questi pochi frammenti raccolgono la sua breve ma intensa vita. Breve, perché è stata uccisa a soli 23 anni. Ferita a morte (il 15 marzo 1991), mentre tornava dalla sua parrocchia, da un giovane maniaco che da tempo la perseguitava. Una vita intensa: la famiglia, gli amici, il Liceo classico, la Facoltà di Pedagogia. Azione Cattolica. Volontariato nella Croce Rossa. Coro del Movimento dei Focolari. E poi... vita "in Maria", sulle orme di san Massimiliano Kolbe: formazione mariana nello studio e nella preghiera, evangelizzazione, visita agli anziani soli, aiuto alle famiglie in difficoltà, catechismo, ricerca vocazionale per rispondere all'invito di Gesù: "Tu, vieni e seguimi!", che sempre più sentiva vivo in sé e, infine, morte improvvisa nel segno del martirio. Una vita vivace. Così la ricorda la sua amica Maria: "Con Santa mi trovavo bene perché era una ragazza dinamica, viva, allegra, piena di iniziative e di idee, con cui era facile socializzare e condividere esperienze. Apprezzavo Santa per la sua semplicità, schiettezza, ma anche per la sua caparbietà, ostinatezza nell'affermare i suoi principi, i suoi valori. Non cedeva di fronte a chi la contrastava, ma reggeva il confronto, sostenendo con fermezza le sue tesi.
Santa non si lasciava calpestare da nessuno, ma non calpestava nemmeno gli altri, anzi era sempre pronta ad intervenire, quando c'era da difendere, per giusta causa, qualcuno. Il profondo senso di religiosità che avvertivo in lei non era soltanto il recarsi in chiesa, prima di andare a scuola, ma era un sentimento religioso dinamico, attivo, pratico, che si evidenziava subito nei rapporti che riusciva a creare con gli altri. Questa per me è stata Santa: un'amica con cui ho parlato, riso, litigato, cantato, discusso; un'amica con cui sono cresciuta, ho imparato a vivere" (14). Intraprendente, vivace, sì ma anche una persona che non teme di testimoniare la sua fede pure in luoghi difficili quali la scuola: "Con lei sono stato al "Flacco" (15) negli anni (per me!) tempestosi del Liceo: lei, cattolica praticante ed intransigente, io comunista, rivoluzionario e senza Dio. In classe, ad ogni mio proclama ateistico, Santa insorgeva come una prode Crociata d'altri tempi, suscitando in me ilarità e a volte disprezzo. Lei, questa ragazzina sincera e decisa, buona ma testarda, "osava" parlare di Dio tra miscredenti e bestemmiatori, con una tenacia e una sicurezza a me inspiegabili. Inutile dire che per noi la gente come Santa era catalogata sbrigativamente nell'elenco dei "nemici di classe". Ma qualcosa mi convinse subito che, evidentemente, l'attaccamento costante e convinto ai nostri ideali aveva costruito tra noi un legame forte e bello: scoprii, tardi purtroppo, che la "reazionaria" Santa, la "controrivoluzionaria" Santa, era stata la più solerte nel tentativo di farmi liberare dalla Polizia in una stupendamente tragica mattina di un lontano novembre! Quella "cristiana" aveva perdonato il suo principale calunniatore e aveva mobilitato le forze dello spirito e della carne (pregando e chiamando a soccorrermi, credo, dei poliziotti) in mio aiuto. La mia ricerca spirituale ora mi spinge ad interrogarmi sul ruolo profetico di alcuni incontri nel corso della mia vita, primo tra i quali, appunto, Santa Scorese. Sono ancora un senza Dio, ma sto ricercando quello che Santa aveva trovato: l'amore per il prossimo" (16). Una vita in Maria Santa parla spesso della sua esperienza mariana, sia quando vive situazioni positive sia quando la prova bussa alla sua porta. Tra le tante espressioni, riportiamo alcune che lei stessa scrive in lettere diverse:
Una vita in ricerca e in preghiera E' una realtà che cogliamo anche da questa sua preghiera:
Una vita orientata verso Dio In alcuni appunti personali di Santa, troviamo:
Una vita donata Il 15 marzo 1991 Santa è stata mortalmente pugnalata sulla soglia della sua casa dal giovane che la perseguitava ormai da tre anni. "Scortata" fino a casa dopo un incontro in parrocchia, aveva appena salutato gli amici, credendosi ormai al sicuro. Invece l'attendeva lo scempio del corpo, crivellato da numerose ferite mortali. Inutili sono state le sue grida: i soccorsi sono arrivati troppo tardi. Una macchina privata in una folle, ma inutile corsa, l'ha trasportata ormai dissanguata all'ospedale, mentre lei, sempre più debolmente, invocava Maria. Veramente breve la vita di Santa, ma vissuta nella piena coerenza al suo essere cristiana e consacrata all'Immacolata. Una vita in cui gioia e dolore, momenti di incertezza e momenti di forte impegno, e soprattutto un grande, profondo, totalitario amore a Cristo e ai fratelli, si sono armoniosamente intrecciati.
Pochi giorni prima della sua morte, a conferma di questo amore a Cristo, in seguito all'ennesima minaccia del suo persecutore, aveva detto al suo confessore: "Se mi accadesse qualcosa, sappia che io scelgo Dio!". Santa, che ha vissuto di Maria e con Maria, lascia a noi come eredità non solo una testimonianza, ma un invito che raccogliamo da quanto lei stessa aveva detto ad alcuni giovani di Bari nel giorno della loro consacrazione all'Immacolata:
Francesco... Chiara... Massimiliano... Santa... volti, nomi, storie, strade, mete ormai raggiunte. Francesco... Chiara... Massimiliano... Santa... hanno fatto la loro parte, ora l'Immacolata ci sostenga nel fare la nostra!
Note: 1. Francesco scelse per sua "dimora" la casa di Maria, Santa Maria degli Angeli (cfr. Fonti Francescane, 355). 2. Fonti Francescane, 1553. 3. Vedi la voce Porziuncola nell'Indice "Nomi di luogo" delle Fonti Francescane. 4. Francesco, si racconta nella "Vita prima" del Celano, "sapeva certamente che il regno di Dio è in ogni parte della terra e credeva veramente che ovunque i fedeli possono ricevere i suoi doni; ma l'esperienza gli aveva insegnato che quel luogo che conteneva la chiesetta di Santa Maria della Porziuncola era favorito e onorato da grazie celesti più abbondanti. (...) Pertanto diceva spesso: "Guardatevi, figli miei dal non abbandonare mai questo luogo"" (FF 503, corsivo nostro). 5. Cfr. P.Severino Ragazzini, San Massimiliano Kolbe. Vita, spiritualità e martirio. Edizioni dell'Immacolata, Bologna 1999, p. 315-316. Cfr. SK 991 R; 485. 6. Cfr. SK 523. 7. SK 21. 8. SK 1081. 9. SK 486. 10. SK 991 Q. 11. Santa comincia nel 1983 a partecipare fedelmente agli incontri promossi dalle "Missionarie dell'Immacolata-Padre Kolbe", nei loro Centri. 12. Cfr. Santa Scorese, L'attirerò a me. Scritti spirituali di una Serva di Dio, Edizioni San Martino, Bari 2000, pp. 259-261. Testimonianza fatta da Santa durante una celebrazione mariana organizzata dalle Missionarie dell'Immacolata nel maggio 1987, a Bari. 13. Ib., pp. 265-266. Condivisione della sua esperienza mariana, fatta nel contesto di un incontro con le Missionarie dell'Immacolata a Bari, nel 1989. 14. Carmencita Picaro, Anche sul mare volano le aquile. Biografia della Serva di Dio Santa Scorese, Bologna 1999², p. 20. 15. Liceo-Ginnasio "Orazio Flacco" di Bari. 16. Carmencita Picaro, op.cit. pp.23-24. 17. Ib. p.64. 18. Ib. pp.64-65. 19. Ib. p.65. 20. Ib. p.65. 21. Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe, a cura di, Ho scelto Te. Autobiografia spirituale di Santa Scorese, Edizioni dell'Immacolata, Bologna 1998², p. 71-72. 22. Santa Scorese, L'attirerò a me. Scritti spirituali di una Serva di Dio, op. cit., p. 234. 23. Ib. p.241. 24. Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe, a cura di, Ho scelto Te. Autobiografia spirituale di Santa Scorese, op. cit., p. 52-53. |
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