Santa Scorese

Una "santità giovane" maturata nel percorso mariano di S.Francesco d'Assisi e di S.Massimiliano Maria Kolbe. Una giovane intensa vita donata al Signore per mezzo di Maria, vittima di un'aggressione che voleva calpestare la sua dignità di donna e di cristiana. E' stata dichiarata Serva di Dio il 7 settembre 1999.

tratto da:www.gesuiti.it/moscati/index

"Vangelo fatto vita"

"Se vedi una persona saggia, va' subito da lei. Il tuo piede logori i gradini della sua porta" (Siracide 6,36). Il nostro mondo ha tanto bisogno di saggezza... "senza età", sedimentata in uomini e donne spiritualmente maturi. Queste persone hanno un nome, un volto, una storia, una strada... una meta.

Si chiamano Francesco... Chiara... Massimiliano... volti, nomi, storie, strade, mete... a noi già in parte conosciute. In loro, l'anima ha camminato in profondità, hanno acquistato il "fiuto" dell'Eterno... e così sono rimasti forti nonostante le loro debolezze, sono rimasti saldi nella loro fede nonostante i loro dubbi, sono rimasti protetti nonostante la loro solitudine!

S.Francesco d'Assisi benedicente
[immagine appartenuta a S.Giuseppe Moscati]

Questi uomini e donne "sedotti da Dio" hanno aperto sentieri nel deserto. All'inizio sembravano essere soli, persino un po' folli... ma la loro solitudine li ha resi più evidenti, più raggiungibili a quelli che, ripercorrendo i segreti della loro santità, hanno imparato non solo a vivere, ma anche a morire, come loro... in Dio!

Essi ci sono cari, perché la loro "follia" ha intaccato anche la nostra esistenza e ci hanno travolti nella loro avventura di Vangelo fatto vita. Affascinati da Cristo, essi ne hanno assorbito vita, stile, desideri, passione! Come Lui hanno imparato ad incarnare la "follia dell'Amore di Dio Padre per il mondo" e sono giunti ad amare fino a... morire d'amore!

Maria, la Madre del Signore, fu per tutti loro Dimora segreta dove incontrarsi con l'Altissimo, e in Lei, a partire da san Francesco, tutti deposero la loro fiducia, perché era stata Lei che aveva "reso Gesù nostro fratello"; la amarono e furono da Lei amati di "speciale amore".

Francesco d'Assisi, prima di Massimiliano Kolbe, ha deposto in Maria la sua vita, la sua fiducia e il suo amore. Egli non ha lasciato grandi trattati su Maria ma, come ha fatto sempre, la sua predica fu la sua vita, i suoi gesti, le sue scelte... e - in questo caso - la sua intima comunione con Lei, espressa nel "dimorare con Lei... nella sua casa" (1). "Diceva: "La Beata Vergine predilige questa tra tutte le chiese del mondo che le sono care". Per tali motivi egli nutrì, finché visse, la massima reverenza e devozione per la Porziuncola" (2).

Francesco, infatti, dopo avere riparato la casa di Maria (3), vi si rifugia con i propri compagni, vi si stabilisce, vi dimora. Qui Francesco scopre la via della perfezione evangelica e fonda l'Ordine. Qui i frati si moltiplicano. Qui celebra i capitoli generali. Qui aveva accolto inizialmente Chiara e qui "Chiara fu fatta sposa di Cristo". Per questa casa di Maria, a preferenza delle altre che pure aveva riparato e frequentato, chiede l'indulgenza a Papa Onorio III. Esorta ardentemente i frati a non abbandonare mai questa "dimora mariana" (4).

Inoltre, nell'anno ventesimo della sua conversione, chiese che lo portassero a Santa Maria della Porziuncola per rendere a Dio lo spirito della vita, là dove aveva ricevuto lo spirito della grazia. Da quanto scritto, risulta evidente che l'attaccamento di Francesco alla Porziuncola non era semplicemente attaccamento al luogo, quanto espressione del suo legame d'amore alla Vergine Santa.

Sulle orme mariane di Francesco

La proposta mariana di Massimiliano Kolbe affonda le radici e si identifica con questa esperienza mariana di Francesco. La riprende, la sperimenta, la sviluppa e la fa progredire. Portatosi alla culla del francescanesimo, Padre Kolbe scopre il ruolo, la missione e il volto dell'Immacolata.

Intuisce che all'Ordine francescano è stato assegnato il carisma della rinascita di Cristo nei cristiani, per ricostruire la Chiesa sul Vangelo: è la continuazione nella storia della stessa missione di Maria. Si tratta, perciò, di un programma tutto mariano (5).

È lo stesso fondatore dell'Ordine che, secondo san Massimiliano, occupa un posto particolare nei piani di Dio e della sua Madre: questo è il punto di partenza e di appoggio di tutta la geniale intuizione di Padre Kolbe. Infatti, scrive: "Vale la pena studiare a fondo le relazioni tra san Francesco e la Madre Santissima, l'Immacolata Concezione. Questo sarà il nostro punto di appoggio" (6).

Padre Kolbe crede fermamente che per il Serafico Padre la vocazione, con quanto ne segue, è un dono singolare della Madonna. I suoi elementi essenziali – la povertà, la sofferenza, la gioia, la misericordia, l'amore al sacerdozio e alla Chiesa, Betlemme e il Calvario, il Crocifisso – li fece suoi assimilando Maria, alla quale rivolge preghiere e lodi irripetibili.

Massimiliano Kolbe è convinto anche che san Francesco possedesse una conoscenza di Maria (forse solo mistica all'inizio) come Immacolata: "Incominciando dal Padre san Francesco e da san Bonaventura, la devozione all'Immacolata Concezione è stata una caratteristica particolare del nostro Ordine" (7 ).

San Massimiliano fonda questa sua certezza sugli accenni alla Madonna del Serafico Padre: l'accento posto sulla unicità di Lei in riferimento a tutte le altre creature, la sua santità, la sua innocenza, la sua pienezza di grazia, la tutta bontà di Lei, il titolo di "Sposa dello Spirito Santo", di tabernacolo di Dio, di santuario dell'Altissimo, di sempre Vergine.

Scrive, infatti: "Il Padre san Francesco (...), mandando i primi frati alla conquista delle anime, insegnava loro una preghiera alla Madre Divina: "Ti saluto, Signora... eletta dal santissimo Padre del cielo, che ti consacrò con il santissimo e dilettissimo Figlio e con lo Spirito Santo Paraclito. In Te vi è e vi fu tutta la pienezza di grazia e ogni bene" [Fonti francescane, 259].

Era stato ancora lui, a Rovigo, (…) a celebrare l'Immacolata Concezione di Maria alla presenza di una gran folla di ascoltatori e nella stessa località proprio lui aveva raccolto offerte e costruito una chiesa dedicata alla Madre Divina, erigendovi pure in essa un altare alla Concezione della Santissima Vergine" (8).

Nella sua intuizione carismatica, Padre Kolbe vede due fasi distinte e complementari nella storia dell'Ordine: sono come due momenti di un unico disegno che l'Immacolata affida all'Ordine francescano. "Fin dai primordi del nostro Ordine – scrive – per sette secoli l'aureo filo della causa dell'Immacolata si è evoluto incessantemente. Si è combattuto per il riconoscimento della verità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria. La lotta si è conclusa vittoriosamente. Tale verità è stata riconosciuta ovunque ed è stata proclamata dogma di fede. Ed ora? (...)"

San Massimiliano Maria Kolbe

Ora, dunque, si apre la seconda pagina della nostra storia: vale a dire, seminare questa verità nei cuori di tutti coloro che vivono e vivranno sino alla fine dei tempi, e curarne l'incremento e i frutti di santificazione. "Introdurre l'Immacolata nei cuori degli uomini, affinché Ella innalzi in essi il trono del Figlio Suo, li conduca alla conoscenza di Lui e li infiammi d'amore verso il Suo Sacratissimo Cuore" (9).

Ecco un abbozzo del vastissimo programma per incorporare nella vita l’ineffabile realtà dell'Immacolata. San Massimiliano Kolbe avvia questa seconda pagina della storia, fondando la "Milizia dell'Immacolata". La M.I. – come lui stesso scrive – ha dietro a sé non solo la tesi francescana ma anche il dogma dell'Immacolata con tutte le sue conseguenze teoriche e pratiche.

Occorre, quindi, "realizzare lo scopo della M.I. e al più presto possibile, ossia conquistare all'Immacolata il mondo intero e ogni singola anima che vive ora o che vivrà sino alla fine del mondo e attraverso Lei al Sacratissimo Cuore di Gesù (...).

Approfondire incessantemente nelle anime l'amore verso l'Immacolata, stringere il vincolo d'amore tra le anime e Lei, affinché esse divengano una cosa sola con Lei, Lei stessa, affinché Ella stessa viva e ami (agisca) in esse e attraverso esse. Come Ella è di Gesù, di Dio, così ogni anima, attraverso Lei e in Lei, diverrà di Gesù, di Dio, ossia in una maniera molto più perfetta che senza di Lei e non attraverso Lei, se poi ciò fosse possibile.

Allora le anime ameranno il Sacratissimo Cuore di Gesù come mai fino a quel momento lo avevano amato, poiché come Lei si immergeranno, come non avevano fatto mai, nei misteri dell'amore: la Croce, l'Eucaristia. L'amore di Dio infiammerà, attraverso Lei, il mondo, lo brucerà e avverrà la "assunzione" delle anime mediante l'amore" (10).

Santa Scorese: nello stesso mistero d'amore

In questo "fuoco d'amore" maturato nell'unione con Maria, Padre Massimiliano ha vissuto, lavorato, sofferto e ha donato la vita come martire della carità.

Nello stesso mistero d'amore, la giovane Santa Scorese (1968-1991) ha inserito la sua avventura di santità e ha tratto motivo e forza per la sua maturazione umana, di fede e per la completa donazione di sé. Ma lasciamo che sia lei stessa ad introdurci nella sua esperienza:

"Parlare di me è quasi sempre difficile, perché per natura sono portata più ad ascoltare gli altri che a farmi ascoltare. Però, ora, dopo un cammino di fede già avviato, ho imparato a mettere in comune con gli altri quello che ho, anche le esperienze, perché sono "un dono".

Ci sono stati grandi cambiamenti che hanno capovolto completamente il mio modo di fare, di vivere. Sono sempre stata cattolica, anche la mia famiglia lo è, però ho vissuto per parecchio tempo con una fede che non era qualcosa che mi dava certezze, che mi faceva vivere, ma era quasi una sensazione appena percepita sulla pelle, senza penetrare profondamente. (...) Ero insicura e vivevo come tanti che si professano cristiani perché vanno a Messa la domenica (e se possono scansare anche questa è meglio), ma non riuscivo proprio a cambiare eppure... sentivo che mi mancava qualcosa!

È stato proprio in questo periodo che ho conosciuto le Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe, e il mio primo atteggiamento nei loro confronti è stato di rifiuto. A guardarci adesso, però, devo proprio dire che da quel giorno è cambiato tutto.

Santa Scorese
in una foto del 1985

Ricordo che fui invitata ad una giornata di preghiera (11). (...) Avevo sentito parlare tante volte della Madonna, ma ora era diverso. Non era quella figura vestita d'azzurro, ferma lì nella mia bella chiesa, ma era la Madre a cui mi potevo rivolgere aprendole il mio cuore. Non avevo mai prestato attenzione alla frase del Vangelo: "Madre ecco tuo figlio, figlio ecco tua Madre", né sentito che in essa è racchiuso tutto il segreto della maternità dell'universo intero, era una rivelazione strana e nuova per me, però mi piaceva.

Ho cominciato così a capire finalmente che cosa mancava in me: dei punti fermi, delle immagini a cui rifarmi, insomma un Ideale e un modello di donna e Maria mi sembrava proprio quello giusto. Ho cominciato allora a scoprire pian piano "i vari volti" di Maria da imitare (...).

Scegliere Maria come modello da imitare per diventare santa è stata una mia scelta libera e allora mi sono resa conto che spetta solo a me rendermi disponibile perché faccia un bel lavoro" (12).

"Da quando ho scelto la Madonna come modello, come compagna di viaggio verso Cristo, è diventato più facile mettermi in ascolto, essere più sensibile a ciò che Dio mi chiede, ma la fatica che ho compiuto per giungere a questo "momento" della mia vita spirituale è stata grande.

(...) In effetti, sapevo che dovevo prima di tutto mettermi in ascolto se volevo davvero capire cosa Dio volesse da me, ma io avevo l'abilità di riuscire a far dire a Dio quello che io volevo. Così, con l'anima tranquilla perché sapevo di stare "compiendo la volontà del Signore", andavo puntualmente a sbattere contro risultati completamente diversi da quelli che avevo intuito, meglio programmato: i veri progetti di Dio.

E lì cadevo nelle crisi più profonde, perché mi sembrava di avere sbagliato tutto. Mettermi in ascolto di Dio era difficile perché ormai tra me e Lui c'era un combattimento continuo ed io ero così cieca da volere averla vinta. (...) Ebbene, per poter far vincere Dio nel mio combattimento ho avuto una compagna: Maria.

(...) Maria m'insegna ad essere in ascolto non solo quando mi accorgo che il Signore vuole parlarmi in modo forte, ma mi accompagna, anche nella quotidianità, nello studio, nell'aiutare mia madre, nel fare le cose più semplici. Lei ha servito il Signore, attimo per attimo, senza essere sulla cresta dell'onda e senza essere un'eroina, ma nell'umiltà e nel nascondimento ed io mi sto sforzando di imitarla in questo.

(...) Se sono qui a dire queste cose è perché ho chi mi tiene per mano e sento che devo ringraziare Maria e il suo insegnamento, e mi piace farlo così: "Madre, ti ringrazio per la tua disponibilità, perché mi insegni ad ascoltare e perché mi dici che l'ascolto è già preghiera. Sono solo all'inizio del cammino, ma ho piena fiducia nella tua presenza. Perché tu sai ascoltare Dio, ascolti anche me.

Aiutami a saper convivere con la Parola, a custodirla e a farne vita, fino a farmi io stessa Parola in Cristo, viva, per identificarmi con Lui. Guidami nell'ascolto e quando non capisco, insegnami a tacere, sapendo che la Parola di Gesù ha un valore anche nel mistero. Che io abbia gli orecchi tesi, ma che abbia soprattutto un cuore aperto, pronto e disponibile ad accogliere e ad apprendere gli insegnamenti del tuo Figlio, stando tra la folla, nell'anonimato. Insegnami a sapere ascoltare, a saper vivere perché, là dove mi trovo, possa essere il cuore pulsante di Cristo, che continua, giorno dopo giorno a morire e a risorgere per il mondo" (13).

Una vita intensa

Ma, chi è questa ragazza? Perché interessarci di lei? Santa Scorese è una giovane della quale la Chiesa si sta interessando per verificare e confermare il "cammino di santità". Questa Serva di Dio, di cui è in corso il processo canonico per la beatificazione, è per tutti noi, discepoli del Kolbe, una conferma ulteriore della forza che promana dalla Vergine, Madre di Dio e nostra, capace di formare dei santi anche in questo terzo difficile millennio.

Santa Scorese: questi pochi frammenti raccolgono la sua breve ma intensa vita. Breve, perché è stata uccisa a soli 23 anni. Ferita a morte (il 15 marzo 1991), mentre tornava dalla sua parrocchia, da un giovane maniaco che da tempo la perseguitava.

Una vita intensa: la famiglia, gli amici, il Liceo classico, la Facoltà di Pedagogia. Azione Cattolica. Volontariato nella Croce Rossa. Coro del Movimento dei Focolari.

E poi... vita "in Maria", sulle orme di san Massimiliano Kolbe: formazione mariana nello studio e nella preghiera, evangelizzazione, visita agli anziani soli, aiuto alle famiglie in difficoltà, catechismo, ricerca vocazionale per rispondere all'invito di Gesù: "Tu, vieni e seguimi!", che sempre più sentiva vivo in sé e, infine, morte improvvisa nel segno del martirio.

Una vita vivace.

Così la ricorda la sua amica Maria: "Con Santa mi trovavo bene perché era una ragazza dinamica, viva, allegra, piena di iniziative e di idee, con cui era facile socializzare e condividere esperienze. Apprezzavo Santa per la sua semplicità, schiettezza, ma anche per la sua caparbietà, ostinatezza nell'affermare i suoi principi, i suoi valori. Non cedeva di fronte a chi la contrastava, ma reggeva il confronto, sostenendo con fermezza le sue tesi.

"Aiutami, Maria, a farmi io stessa Parola in Cristo viva, per identificarmi con Lui."
(Santa Scorese, 1989)

Santa non si lasciava calpestare da nessuno, ma non calpestava nemmeno gli altri, anzi era sempre pronta ad intervenire, quando c'era da difendere, per giusta causa, qualcuno. Il profondo senso di religiosità che avvertivo in lei non era soltanto il recarsi in chiesa, prima di andare a scuola, ma era un sentimento religioso dinamico, attivo, pratico, che si evidenziava subito nei rapporti che riusciva a creare con gli altri. Questa per me è stata Santa: un'amica con cui ho parlato, riso, litigato, cantato, discusso; un'amica con cui sono cresciuta, ho imparato a vivere" (14).

Intraprendente, vivace, sì ma anche una persona che non teme di testimoniare la sua fede pure in luoghi difficili quali la scuola:

"Con lei sono stato al "Flacco" (15) negli anni (per me!) tempestosi del Liceo: lei, cattolica praticante ed intransigente, io comunista, rivoluzionario e senza Dio.

In classe, ad ogni mio proclama ateistico, Santa insorgeva come una prode Crociata d'altri tempi, suscitando in me ilarità e a volte disprezzo. Lei, questa ragazzina sincera e decisa, buona ma testarda, "osava" parlare di Dio tra miscredenti e bestemmiatori, con una tenacia e una sicurezza a me inspiegabili. Inutile dire che per noi la gente come Santa era catalogata sbrigativamente nell'elenco dei "nemici di classe".

Ma qualcosa mi convinse subito che, evidentemente, l'attaccamento costante e convinto ai nostri ideali aveva costruito tra noi un legame forte e bello: scoprii, tardi purtroppo, che la "reazionaria" Santa, la "controrivoluzionaria" Santa, era stata la più solerte nel tentativo di farmi liberare dalla Polizia in una stupendamente tragica mattina di un lontano novembre! Quella "cristiana" aveva perdonato il suo principale calunniatore e aveva mobilitato le forze dello spirito e della carne (pregando e chiamando a soccorrermi, credo, dei poliziotti) in mio aiuto.

La mia ricerca spirituale ora mi spinge ad interrogarmi sul ruolo profetico di alcuni incontri nel corso della mia vita, primo tra i quali, appunto, Santa Scorese. Sono ancora un senza Dio, ma sto ricercando quello che Santa aveva trovato: l'amore per il prossimo" (16).

Una vita in Maria

Santa parla spesso della sua esperienza mariana, sia quando vive situazioni positive sia quando la prova bussa alla sua porta. Tra le tante espressioni, riportiamo alcune che lei stessa scrive in lettere diverse:

"La consacrazione all'Immacolata, modello perfetto di donna, è un grande dono che Padre Kolbe mi ha fatto e la cui preziosità vado scoprendo man mano che la vivo" (17).

"Noi abbiamo un grande ideale che è l'Immacolata! E chi meglio di Lei può esserci maestra nel nostro viaggio?... Pensa, il nostro cuore è dell'Immacolata ed è sicuro che non andrà perduto, ma anzi che Lei ci condurrà a Cristo! Sono queste certezze che ci devono far andare avanti, anche controcorrente; e vale la pena giocarsi l'esistenza per il Regno dei Cieli!" (18).

"[Noi] ci consacriamo a Maria ma, (...) è soprattutto Lei ad impegnarsi da quel momento nei nostri confronti. Questa certezza mi rende molto più serena e fiduciosa, perché so che qualunque cosa mi accadrà, Lei non mi lascerà sola. In fondo Padre Kolbe diceva: "Chi è dell'Immacolata non andrà perduto!"" (19).

"Veramente, se Maria non mi avesse preso per mano, ora non sarei qui a "soffrire e offrire" questi dolori; ma avere Lei come punto di riferimento, come guida, mi dà la certezza di non essere sola e che il dolore porta sempre i suoi frutti. Non è forse diventata mia Madre proprio sotto la croce? Non so a cosa e a chi potrà servire la mia sofferenza, ma sono pronta ad offrirla perché Dio saprà trasformarla in gioia" (20).

Una vita in ricerca e in preghiera

E' una realtà che cogliamo anche da questa sua preghiera:

"Vorrei vivere come un giglio, godere dell'abbondanza che dai, del caldo sole dell'estate, delle prime piogge di autunno, del gelo dell'inverno e del canto degli uccelli di primavera! Vorrei essere una vela che solca i mari, gli oceani, che si perde completamente nella Tua immensità.

Vorrei avere le ali di un'aquila e spiccare voli sempre più alti verso di Te, che sei l'Altissimo e non accontentarmi delle basse quote. Vorrei essere musica che giunge ai tuoi orecchi e portarti la gioia. Vorrei, vorrei... quante cose vorrei essere, ma io sono quella che sono e sono quella che Tu hai voluto.

Mio Signore, allora, accoglimi tra le tue braccia tenere di Padre, di Fratello e di Sposo e dammi di esser per te e solo così sarò giglio, vela, aquila, musica perché Tu sei tutto questo.

Canto la gioia di averti incontrato, di essere amata, desiderata da Te. Il mio cuore canta e sente che deve battere solo per Te, come il cuore di Maria, con il suo stesso cuore. Ti lodo, Padre Buono perché non sono sola, ma mi hai dato una Madre ed un gran numero di fratelli per cantare insieme il mio grazie. Dio di Misericordia, di Perdono, di Pace e di Gioia, Ti amo!!!" (21).

"Non so a cosa e a chi potrà servire la mia sofferenza, ma sono pronta ad offrirla perché Dio saprà trasformarla in gioia." (Santa Scorese)

Una vita orientata verso Dio

In alcuni appunti personali di Santa, troviamo:

"L'incontro di Francesco con il Crocifisso, gli ha cambiato la vita. L'incontro con il Crocifisso implica la spoliazione. Francesco, spogliandosi, conosce suo Padre e quest'esperienza gli permetterà di cominciare una vita nuova. (...) Veramente, più che mai mi rendo conto che la croce è il fulcro della storia del mondo, della mia storia. Ora più che mai capisco come l'incontro con Gesù e la sua risurrezione è stato per me la molla che mi ha spinta a prendere coscienza della mia condizione e a capire il modo per poter vivere realmente quello che Gesù ha predicato e vissuto" (22).

"Io volevo sapere la tua volontà, Gesù? Me l'hai manifestata ed ora eccomi qui davanti a te per dirti che nonostante il dolore che c'è nel mio cuore, sento una strana pace in fondo. In questo momento mi chiedi di scegliere tra te e il mondo, tra te e me, tra quell'essere insignificante che sono e quel prodigio che mi potresti fare diventare.

Sai bene quanto sia attaccata alle mie cose, alle persone che mi stanno accanto, quanto sia gelosa di tutto questo e proprio per questo mi chiedi un taglio netto, radicale. Sembra follia, ma è così. Se restassi dove sono sarei come sono, e invece io voglio cambiare, essere sempre più di Maria, essere libera di amare ed essere amata. (...) Se mi chiedi questo sono sicura che mi darai forza nelle ali e se per il mio peso non dovessi riuscire a volare, avrei comunque manifestato la tua potenza e la tua misericordia. Tu sei Amore e vuoi amore, vuoi che io sia amore.

(...) Ti dico il mio grazie e ti dono, per le mani di Maria, tutta me stessa. (...) Che io viva con Maria, come Maria per rendere lode a te Signore, che ti chini ogni giorno sulla mia povertà" (23).

Una vita donata

Il 15 marzo 1991 Santa è stata mortalmente pugnalata sulla soglia della sua casa dal giovane che la perseguitava ormai da tre anni. "Scortata" fino a casa dopo un incontro in parrocchia, aveva appena salutato gli amici, credendosi ormai al sicuro. Invece l'attendeva lo scempio del corpo, crivellato da numerose ferite mortali. Inutili sono state le sue grida: i soccorsi sono arrivati troppo tardi. Una macchina privata in una folle, ma inutile corsa, l'ha trasportata ormai dissanguata all'ospedale, mentre lei, sempre più debolmente, invocava Maria.

Veramente breve la vita di Santa, ma vissuta nella piena coerenza al suo essere cristiana e consacrata all'Immacolata. Una vita in cui gioia e dolore, momenti di incertezza e momenti di forte impegno, e soprattutto un grande, profondo, totalitario amore a Cristo e ai fratelli, si sono armoniosamente intrecciati.

"L'Immacolata ci chiede di
essere coerenti, testimoni,
docili alla volontà di Dio."
(Santa Scorese, Maggio 1988)

Pochi giorni prima della sua morte, a conferma di questo amore a Cristo, in seguito all'ennesima minaccia del suo persecutore, aveva detto al suo confessore: "Se mi accadesse qualcosa, sappia che io scelgo Dio!".

Santa, che ha vissuto di Maria e con Maria, lascia a noi come eredità non solo una testimonianza, ma un invito che raccogliamo da quanto lei stessa aveva detto ad alcuni giovani di Bari nel giorno della loro consacrazione all'Immacolata:

"L'Immacolata ci ama immensamente! È questa una certezza che Cristo ci ha dato, ci dà e ci ricorda ancora Padre Kolbe, l'uomo del nostro tempo che ha voluto consacrare tutta la sua vita a Lei.

Il nostro cuore è pieno di gioia quando vediamo che altri giovani, come noi, si consacrano all'Immacolata. Vuol dire che la nostra famiglia cresce e che non siamo soli a vivere nella nostra città, nel nostro ambiente, l'amore a Lei, ma c'è un filo che ci unisce e una culla che ci accoglie: il cuore della Madre.

Certo, vivere la consacrazione all'Immacolata richiede un certo impegno. Ci chiede di essere coerenti, di essere testimoni, di essere docili alla volontà di Dio, e queste, ci rendiamo conto e ne facciamo l'esperienza, sono cose che richiedono un certo sforzo. Ma c'è una certezza che ci accompagna e deve accompagnare ciascuno di voi che ha appena accolto Maria nella sua vita: la Madre è con noi e non ci abbandona nemmeno per un istante.

Noi, a cui Cristo ha detto: "Ecco tua Madre", sentiamo di dovere impegnarci sempre di più nell'essere fedeli all'impegno che abbiamo preso perché possiamo essere, per voi, testimoni autentici della presenza di Maria nella nostra vita. Vogliamo che da questo momento in poi la nostra esistenza sia spesa in una gara in cui si concorre per la perfezione in Cristo, avendo come Stella, punto di riferimento, la Madre.

Il Signore vi ha fatto un grande dono e voi con cuore docile e disponibile lo avete accolto. Però, Maria è il nostro tesoro, è l'aiuto che Gesù ci ha dato dalla croce e proprio per questo, insieme a noi, voi dovete portarlo agli altri, perché anche loro possano accoglierlo, condividerlo e farlo conoscere. La consacrazione chiede anche un forte impegno nell'apostolato!

Non siate chiusi, ma pronti a portare Maria per le strade del mondo, qualunque sia la vostra vocazione! Stiamo sperimentando quanto il mondo abbia bisogno, ora più che mai, di modelli. E quale modello migliore di Maria Gesù poteva darci?

Il mondo vi aspetta, ci aspetta, aspetta Maria, aspetta Cristo. Noi vi diamo il benvenuto in questa grande e bella famiglia e ci impegniamo a pregare per voi, perché giorno dopo giorno scopriate la grandezza dell'Immacolata e la sua disponibilità nel farsi sempre via sicura per arrivare a Cristo" (24).

Francesco... Chiara... Massimiliano... Santa... volti, nomi, storie, strade, mete ormai raggiunte. Francesco... Chiara... Massimiliano... Santa... hanno fatto la loro parte, ora l'Immacolata ci sostenga nel fare la nostra!

 


Note:
1.
Francesco scelse per sua "dimora" la casa di Maria, Santa Maria degli Angeli (cfr. Fonti Francescane, 355).
2. Fonti Francescane, 1553.
3. Vedi la voce Porziuncola nell'Indice "Nomi di luogo" delle Fonti Francescane.
4. Francesco, si racconta nella "Vita prima" del Celano, "sapeva certamente che il regno di Dio è in ogni parte della terra e credeva veramente che ovunque i fedeli possono ricevere i suoi doni; ma l'esperienza gli aveva insegnato che quel luogo che conteneva la chiesetta di Santa Maria della Porziuncola era favorito e onorato da grazie celesti più abbondanti. (...) Pertanto diceva spesso: "Guardatevi, figli miei dal non abbandonare mai questo luogo"" (FF 503, corsivo nostro).
5. Cfr. P.Severino Ragazzini, San Massimiliano Kolbe. Vita, spiritualità e martirio. Edizioni dell'Immacolata, Bologna 1999, p. 315-316. Cfr. SK 991 R; 485.
6. Cfr. SK 523.
7. SK 21.
8. SK 1081.
9. SK 486.
10. SK 991 Q.
11. Santa comincia nel 1983 a partecipare fedelmente agli incontri promossi dalle "Missionarie dell'Immacolata-Padre Kolbe", nei loro Centri.
12. Cfr. Santa Scorese, L'attirerò a me. Scritti spirituali di una Serva di Dio, Edizioni San Martino, Bari 2000, pp. 259-261. Testimonianza fatta da Santa durante una celebrazione mariana organizzata dalle Missionarie dell'Immacolata nel maggio 1987, a Bari.
13. Ib., pp. 265-266. Condivisione della sua esperienza mariana, fatta nel contesto di un incontro con le Missionarie dell'Immacolata a Bari, nel 1989.
14. Carmencita Picaro, Anche sul mare volano le aquile. Biografia della Serva di Dio Santa Scorese, Bologna 1999², p. 20.
15. Liceo-Ginnasio "Orazio Flacco" di Bari.
16. Carmencita Picaro, op.cit. pp.23-24.
17. Ib. p.64.
18. Ib. pp.64-65.
19. Ib. p.65.
20. Ib. p.65.
21. Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe, a cura di, Ho scelto Te. Autobiografia spirituale di Santa Scorese, Edizioni dell'Immacolata, Bologna 1998², p. 71-72.
22. Santa Scorese, L'attirerò a me. Scritti spirituali di una Serva di Dio, op. cit., p. 234.
23. Ib. p.241.
24. Missionarie dell'Immacolata - Padre Kolbe, a cura di, Ho scelto Te. Autobiografia spirituale di Santa Scorese, op. cit., p. 52-53.

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