Eccoci di nuovo, fratelli ed amici carissimi, per condividere con voi questa volta la gioia di essere a Cuba da sette anni. Questa nostra lettera periodica è ormai una… tradizione ed una opportunità perchè anche voi, sempre così vicini, possiate essere in comunione con ciò che il Signore ci sta donando.
Dicono che i sette anni comportano un momento di crisi. Possiamo confermarlo, ma in senso positivo (d’altra parte sempre la crisi, se accettata come una sfida per migliorare, è un momento di grazia); la nostra crisi, dopo questi anni nasce dal desiderio di fare significativi passi avanti nella concretizzazione delle finalità che da sempre ci siamo proposti: un aiuto alla Chiesa di Cuba e impiantare il nostro Ordine in questa terra oramai nostra seconda patria.
Non sempre i risultati dipendono da noi, lo sappiamo; a noi il compito di seminare, ma Qualcuno dall’alto deve irrigare e permettere la crescita, come ci ricorda la Parola; a noi spetta il seminare e farlo con coscienza e senso di responsabilità.
La sfida quotidiana è quella di entrare nel cuore della gente con l’annuncio della fede, che non è cosa semplice, comporta una costanza che solo la speranza cristiana può donare ed una capacità di vicinanza umana che ogni giorno chiede un supplemento…
Gli anni passati ci hanno “qualificato” e l’esperienza è ormai bagaglio prezioso da cui possiamo attingere nuove motivazioni ed anche nuove modalità concrete per l’annuncio del Vangelo. Oltre ad uno stile di vita fraterna che ci preoccupiamo di curare ogni giorno di più, ci siamo resi conto che l’essenziale nella dimensione pastorale è la formazione, la proposta di un cammino sistematico che possa aiutare la persona a recuperarsi nella coscienza della sua dignità così da generare poco a poco sogni capaci di uscire dalla morsa dell’emergenza quotidiana per valorizzare la dimensione spirituale dell’esistenza.
Sembra elementare, ma nel nostro campo quotidiano di impegno a servizio della nostra gente tale proposta cozza contro atteggiamenti ormai radicati e con una mentalità spesso drammaticamente segnata dalla rassegnazione. Non è facile rimettere in moto una dinamica bloccata da tanto tempo. Lo Spirito Santo, che invochiamo ogni giorno, ci apre il cammino e ci aiuta a non scoraggiarci.
Ci siamo resi conto che la proposta dell’ideale francescano ai giovani che stiamo seguendo ormai da anni e con i quali, se Dio vuole, inizieremo presto un cammino concreto di formazione, passa proprio attraverso questa capacità di vivere e comunicare la speranza. La fede incarnata a livello di comunità, nonostante i nostri limiti umani, è il messaggio più chiaro che possiamo offrire e l’invito più convincente per quanti hanno nel cuore l’ideale di seguire il Signore secondo lo stile di Francesco di Assisi.
Per questo ci diciamo che è ora di… decollare. Il Signore ci chiede, dopo questi primi anni, di essere sempre più quello che siamo chiamati ad essere e di esserlo nel concreto di una storia che lui conduce. Fidarci e lasciarci condurre è quello che cerchiamo di fare e quello che vogliamo fare ogni giorno di più.
Con questo desiderio, che affidiamo alla vostra preghiera perchè il nostro essere qui sia sempre più esperienza di amore, frutto anche del vostro sostegno fraterno, vi raccontiamo i fatti salienti che hanno caratterizzato la nostra vita in questo ultimo anno.
La nostra futura comunità e la chiesa di San Francesco a La Habana
Da tempo parliamo di questa seconda apertura che, se fosse dipeso da noi, già sarebbe fatto concreto. Purtroppo le cose non sempre vanno al ritmo dei sogni e dei desideri umani… Il Signore, che ha i suoi tempi, sa anche il perchè di questo ritardo e noi ci adeguiamo serenamente.
I lavori sono andati avanti ma non sono ancora completati. La complicazione principale è dovuta al fatto che nella struttura che ci hanno messo a disposizione ci abitavano – più o meno legalmente - due famiglie che non possiamo certamente mettere per la strada. Questa presenza ci ha condizionati nel ritmo e nella esecuzione del progetto. Per loro il progetto contempla due appartamentini nella zona finale della casa, dove fino ad oggi han vissuto in condizioni molto precarie. Siamo ora nella fase di un loro trasferimento momentaneo nella zona già sistemata per poter proseguire nella seconda parte che comprende, al pianterreno la nostra cucina, il refettorio e la dispensa ed al piano superiore la sistemazione delle due famiglie con un accesso totalmente indipendente da quello della nostra comunità.
I lavori ancora da fare sono meno impegnativi di quelli effettuati finora perchè in quella zona si tratta solo di demolire e ricostruire mentre nella prima fase abbiamo dovuto restaurare secondo criteri imposti per il centro storico della città che comportano tecniche e problematiche particolari.
Se Dio vuole crediamo che per la metà del prossimo anno il tutto potrebbe essere completato. E ce lo auguriamo perchè è urgente decollare in questo settore della formazione anche per un senso di rispetto nei confronti dei quattro giovani già pronti per iniziare la formazione e che stanno manifestando una pazienza davvero francescana.
Con loro continuiamo il cammino di accompagnamento e spesso li abbiamo tra noi per momenti di condivisione; ringraziamo il Signore per questi fratelli giovani che ci ha regalato e che ci permettono di guardare avanti con fiducia.
Intanto un passo concreto verso La Habana lo abbiamo già fatto. Il giorno di San Francesco, con una solenne concelebrazione presieduta dal Cardinale di La Habana e con la presenza dei rappresentanti delle altre famiglie francescane, si è riaperta al culto la bellissima Chiesa che ci è stata affidata, dedicata al nostro Serafico Padre. È una meraviglia, frutto di sei anni di restauro ad opera dell’ufficio del soprintendente di La Habana. Tutti dicono che è la Chiesa più bella di La Havana ed una delle più belle di tutta Cuba.
Ringraziamo per questo dono meraviglioso. Abbiamo già iniziato il servizio alla chiesa ogni fine settimana con P. Roberto che, ospite dei nostri fratelli cappuccini di La Habana, vi celebra il sabato e l
a domenica. Durante la settimana, il mercoledì, celebra il parroco della parrocchia vicina. Attualmente la frequenza è limitata ma, ricordando che in passato era la Chiesa più frequentata della città, abbiamo buoni motivi per sperare che lì rinasca una buona comunità.
Questa Chiesa non è parrocchia per cui sarà possibile, poco a poco e soprattutto quando saremo finalmente presenti come comunità, farne un centro di spiritualità ed un luogo di accoglienza per le confessioni, la direzione spirituale e la catechesi agli adulti.
Cresce il servizio alla Chiesa di Matanzas
Mentre continua la crescita della nostra Comunità cristiana qui a san Pedro con alcuni frutti del lavoro sistematico nella catechesi dei ragazzi (un bel gruppo di adolescenti) e nella formazione degli adulti (un gruppo fedelissimo di giovani famiglie cha hanno celebrato il loro matrimonio in questi ultimi anni), abbiamo di nuovo allargato l’orizzonte pastorale accettando la proposta del nostro Vescovo che ci chiamava a servire una nuova zona della diocesi.
Dopo aver servito per tre anni la Parrocchia di Sabanilla (a venticinque chilometri da qui verso l’entroterra), il Vescovo ha pensato di ricostituire una antica unità pastorale che aveva San Pedro come centro e comprendeva l’intera Valle del Yumurì con due parrocchie: Canasì (a trentadue chilometri) e Corral Nuevo (a dieci chilometri).
Abbiamo accettato la proposta ed ora p. Josè sta dando tutto se stesso per il servizio a queste due nuove comunità che non hanno avuto un parroco fisso da tantissimi anni. Si tratta di due zone con gente molto semplice, piccole comunità che hanno camminato con fedeltà nonostante le difficoltà dovute alla mancanza di un sacerdote (ultimamente erano servite in modo sistematico dai due diaconi permanenti della diocesi). P. Josè, oltre alla celebrazione domenicale, sta offrendo anche un’altra messa infrasettimanale ed un corso di formazione biblica in ciascuna delle due comunità. Naturalmente la gente è contentissima e noi ringraziamo il Signore per questa nuova opportunità di servizio.
La nostra famiglia
Dalla fine di luglio la nostra famiglia è cresciuta con l’arrivo definitivo del P. Luigi Moretti. Coloro che lo conoscono sanno del suo spirito di adattamento e della sua apertura nel contatto con la gente per cui possono già vederlo immerso nella realtà cubana senza riserve. Ringraziamo il Signore ed i frati delle Marche per questo regalo alla nostra missione.
P. Fernando continua il suo servizio nella seconda chiesa che abbiamo nell’ambito della Parrocchia di San Pedro, La Cumbre, dove celebra ogni domenica con la soddisfazione di veder crescere la sua piccola comunità. Il suo lavoro di economo della casa è diventato più difficile in questi ultimi mesi per le conseguenze dei cicloni che, pur avendoci risparmiato, dal momento che Matanzas è una delle poche zone dell’Isola dove i danni sono stati limitati, hanno provocato la scomparsa di molti generi alimentari dal mercato; in ogni caso, grazie alla sua paterna preoccupazione, finora siamo riusciti ad andare avanti senza particolari difficoltà.
P. Roberto, oltre al servizio alla chiesa di San Francesco, continua la collaborazione con il Seminario interdiocesano di La Habana come direttore spirituale che lo impegna per due giorni un paio di volte al mese. Importante il suo servizio ai frati dell’America Latina come rappresentante della nostra zona nella Commissione internazionale di formazione del nostro Ordine.
P. José, oltre al lavoro pastorale che porta avanti nelle due nuove parrocchie, è da qualche mese il nuovo incaricato per l’animazione dei religiosi della nostra diocesi. Prezioso anche il suo lavoro di catechesi con gli adulti nella comunità di San Pedro dove continua con successo il suo corso di formazione biblica.
P. Luigi domina già bene lo spagnolo grazie alla fedeltà con cui si è lasciato guidare da una prof della nostra comunità parrocchiale. È sempre più presente nei vari servizi parrocchiali ed è stato accolto con molto affetto dalla nostra gente.
P. Silvano non sempre riesce ad accettare con pazienza la situazione assurda dei lavori in corso a La Habana ed ultimamente ha preso la decisione di confidare di più nel Signore secondo la frase del Salmo: “Se il Signore non costruisce la casa invano si affaticano i muratori… e chi é responsabile dell’opera!”. Una soddisfazione, invece, la raccoglie ogni domenica quando accompagna il gruppo dei catecumeni che anche quest’anno è cresciuto in numero e qualità.
Ancora una volta grazie
Grazie al Signore, innanzi tutto, per i doni che ci ha fatto in questo settimo anno di esperienza in terra cubana. É Lui che porta avanti la nostra storia ed a Lui ci affidiamo con rinnovata fiducia convinti più che mai che Egli sta scrivendo una storia stupenda per questo nostro popolo.
Grazie ai frati delle nostre tre Provincie che ci seguono con affetto e ci accompagnano costantemente con la loro preghiera.
Grazie a tutti voi per il bene che ci volete e che ci fate. Sentiamo il vostro sostegno ed il vostro appoggio con la preghiera, per questo siete con la vostra presenza fraterna un dono prezioso. Il Signore vi ricompensi con la pace e la serenità del cuore.
Andiamo avanti, convinti che il domani sarà senz’altro migliore perché più ricco di esperienza e, speriamo, più concreto nella nostra risposta alla Sua volontà.
Pace e bene a tutti voi,
p. Fernando, p. Silvano, p. Roberto, p. Luigi e p. José
Matanzas, 6 novembre 2008