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Non posso non scrivere. Occorre riflettere e chiarire. Innanzitutto i fatti: quest’anno non avevamo in programma proprio nulla sulle spiagge italiane, ma l’onda lunga della spettacolarità della nostra “chiesa gonfiabile” è arrivata solo ora nelle redazioni dei giornali italiani. Con un anno esatto di ritardo dalla Reuters, dalla BBC, da centinaia di siti stranieri che lo scorso anno avevano parlato di noi (in Italia unica eccezione: La Repubblica).
Alla fine gli articoli ci hanno preceduti: da Radio Vaticana a La Repubblica, Libero, il Giornale, Oggi e persino Vanity Fair si sono interessati di noi. A decine le testate che nella calura estiva pubblicano servizi su “Papa boys sulle spiagge” e “Beach predicatori” e via di seguito.
Sono cominciate le domande, le telefonate: «È vero che fate pregare la gente della spiaggia?». «E il rosario con le suore?»… E non vi mandano “a ffan”?
Insomma, tutto il catalogo dei pregiudizi laicisti sui credenti. Segno di una invincibile ignoranza circa il mondo della fede, che fa fatica a parlare un linguaggio comprensibile a chi di Dio non ne sa nulla, ma crede di poter giudicare la fede di chi ce l’ha. Un esempio? I giornalisti (io sono figlio di un giornalista e amo questa categoria di persone e il loro lavoro) citano il sottoscritto come un “frate" o "parroco” (sarebbe come chiamare “chirurgo” un medico di base!), la nostra struttura gonfiabile è diventata una cattedrale con banchi gonfiabili. Il peggior articolo (l’unico veramente strafottente) ce l’ha scritto un prete di Milano su Vanity Fair, segno che dentro la Chiesa, a causa di certi burocrati, la situazione è peggio che fuori.
Dunque, chiariamo:
- Non andiamo ad importunare nessuno per le spiagge: i ragazzi si avvicinano due a due in modo simpatico e fanno una semplice proposta: «Se vuoi, c’è una chiesa aperta questa sera: puoi entrare e fare un incontro con Gesù». Tutto qui: nè “crociate”, nè eccentricità, nè importune invadenze. Del resto in spiaggia c’è chi è ben più invasivo di noi: venditori, PR delle discoteche, Dj che ti sparano musica tutto il giorno.
- Non celebriamo Messe sulle spiagge, nè rosari sgranati da suore. Noi lavoriamo con i giovani e solo i giovani vengono contattati. La spiaggia è fatta per prendere il sole e per divertirsi. Lo sappiamo bene, perché lo facciamo pure noi. Non stigmatizziamo chi generosamente (e talvolta senza grandi organizzazioni) prega anche in strada. Ma noi non lo facciamo.
- Non ci sono preti o suore che ballano. Animiamo le spiagge con balli latino americani, per far divertire in modo sano i ragazzi e le ragazze. È un modo per invitare i giovani ad entrare in contatto con gente come loro. Nessuna “predica”. Nessuna “crociata”. Contro chi, poi? I nostri giovani sono normalissimi. Fumano, si divertono, prendono il sole, sono di destra e di sinistra. Hanno incontrato Cristo.
- La “chiesa gonfiabile” è un recinto che delimita uno spazio dentro il quale (sia chiaro che l’occupazione del suolo pubblico regolarmente pagata è prevista dalla legge) c’è la possibilità di suonare della musica che inviti alla meditazione e all’incontro con Dio. Nessun banco di plastica gonfiabile, nessun confessionale gonfiabile. I preti sono ai bordi su delle sedie e parlano con chi vuole. E chi entra, è solo chi lo desidera e lo fa con le proprie gambe.
Chiamarla “chiesa” è un po’ esagerato, ma rende l’idea. Non è un gioco da bambini.
- Questa proposta, iniziata con questo stile da noi nel 2002 a Riccione, ora si è diffusa in Italia, al punto che si moltiplicano le “missioni di spiaggia”. Siamo al corrente che molti pescano dal nostro sito idee, materiale, proposte. Purtroppo non tutti lo fanno con queste attenzioni e forse qualcuno si sente importunato da chitarre mal suonate o da bimbi lanciati all’assalto dei bagnanti. Ma il progetto Sentinelle cerca di dare un buon esempio di educazione, rispetto della libertà altrui, professionalità nelle proposte. Personalmente benedico chi annuncia generosamente Cristo ai pagani di oggi. Sono ben di più i predicatori della morte e dello sballo. Sfido chiunque a quantificare il fenomeno.
Siamo pochi. Siamo piccoli. Ma evidentemente facciamo notizia. Come sempre il bene, quello vero, disturba il sonno di chi vive lontano da Dio.
Alla fine, quest’anno siamo stati a Palermo e a Termoli e andremo ad Amalfi per una notte. Come sempre, entreranno in chiesa centinaia di giovani, ma pur sempre pochi, rispetto alle migliaia di vacanzieri. Tutto questo can can per così poco? Evidentemente il mondo dei pagani non ha di meglio da fare che scrivere di noi, con un pizzico di ironia. Si vede che il metodo funziona. In realtà si stanno accorgendo che il fenomeno cresce a dismisura. Alla faccia dell'UAAR e degli altri integralisti pagani, che non riescono a credere che ci siano dei giovani credenti anche sulle spiagge. :-)
Alla fine gli articoli ci hanno preceduti: da Radio Vaticana a La Repubblica, Libero, il Giornale, Oggi e persino Vanity Fair si sono interessati di noi. A decine le testate che nella calura estiva pubblicano servizi su “Papa boys sulle spiagge” e “Beach predicatori” e via di seguito.
Sono cominciate le domande, le telefonate: «È vero che fate pregare la gente della spiaggia?». «E il rosario con le suore?»… E non vi mandano “a ffan”?
Insomma, tutto il catalogo dei pregiudizi laicisti sui credenti. Segno di una invincibile ignoranza circa il mondo della fede, che fa fatica a parlare un linguaggio comprensibile a chi di Dio non ne sa nulla, ma crede di poter giudicare la fede di chi ce l’ha. Un esempio? I giornalisti (io sono figlio di un giornalista e amo questa categoria di persone e il loro lavoro) citano il sottoscritto come un “frate" o "parroco” (sarebbe come chiamare “chirurgo” un medico di base!), la nostra struttura gonfiabile è diventata una cattedrale con banchi gonfiabili. Il peggior articolo (l’unico veramente strafottente) ce l’ha scritto un prete di Milano su Vanity Fair, segno che dentro la Chiesa, a causa di certi burocrati, la situazione è peggio che fuori.
Dunque, chiariamo:
- Non andiamo ad importunare nessuno per le spiagge: i ragazzi si avvicinano due a due in modo simpatico e fanno una semplice proposta: «Se vuoi, c’è una chiesa aperta questa sera: puoi entrare e fare un incontro con Gesù». Tutto qui: nè “crociate”, nè eccentricità, nè importune invadenze. Del resto in spiaggia c’è chi è ben più invasivo di noi: venditori, PR delle discoteche, Dj che ti sparano musica tutto il giorno.
- Non celebriamo Messe sulle spiagge, nè rosari sgranati da suore. Noi lavoriamo con i giovani e solo i giovani vengono contattati. La spiaggia è fatta per prendere il sole e per divertirsi. Lo sappiamo bene, perché lo facciamo pure noi. Non stigmatizziamo chi generosamente (e talvolta senza grandi organizzazioni) prega anche in strada. Ma noi non lo facciamo.
- Non ci sono preti o suore che ballano. Animiamo le spiagge con balli latino americani, per far divertire in modo sano i ragazzi e le ragazze. È un modo per invitare i giovani ad entrare in contatto con gente come loro. Nessuna “predica”. Nessuna “crociata”. Contro chi, poi? I nostri giovani sono normalissimi. Fumano, si divertono, prendono il sole, sono di destra e di sinistra. Hanno incontrato Cristo.
- La “chiesa gonfiabile” è un recinto che delimita uno spazio dentro il quale (sia chiaro che l’occupazione del suolo pubblico regolarmente pagata è prevista dalla legge) c’è la possibilità di suonare della musica che inviti alla meditazione e all’incontro con Dio. Nessun banco di plastica gonfiabile, nessun confessionale gonfiabile. I preti sono ai bordi su delle sedie e parlano con chi vuole. E chi entra, è solo chi lo desidera e lo fa con le proprie gambe.
Chiamarla “chiesa” è un po’ esagerato, ma rende l’idea. Non è un gioco da bambini.
- Questa proposta, iniziata con questo stile da noi nel 2002 a Riccione, ora si è diffusa in Italia, al punto che si moltiplicano le “missioni di spiaggia”. Siamo al corrente che molti pescano dal nostro sito idee, materiale, proposte. Purtroppo non tutti lo fanno con queste attenzioni e forse qualcuno si sente importunato da chitarre mal suonate o da bimbi lanciati all’assalto dei bagnanti. Ma il progetto Sentinelle cerca di dare un buon esempio di educazione, rispetto della libertà altrui, professionalità nelle proposte. Personalmente benedico chi annuncia generosamente Cristo ai pagani di oggi. Sono ben di più i predicatori della morte e dello sballo. Sfido chiunque a quantificare il fenomeno.
Siamo pochi. Siamo piccoli. Ma evidentemente facciamo notizia. Come sempre il bene, quello vero, disturba il sonno di chi vive lontano da Dio.
Alla fine, quest’anno siamo stati a Palermo e a Termoli e andremo ad Amalfi per una notte. Come sempre, entreranno in chiesa centinaia di giovani, ma pur sempre pochi, rispetto alle migliaia di vacanzieri. Tutto questo can can per così poco? Evidentemente il mondo dei pagani non ha di meglio da fare che scrivere di noi, con un pizzico di ironia. Si vede che il metodo funziona. In realtà si stanno accorgendo che il fenomeno cresce a dismisura. Alla faccia dell'UAAR e degli altri integralisti pagani, che non riescono a credere che ci siano dei giovani credenti anche sulle spiagge. :-)
don Andrea