dove siamo

DOVE SIAMO
Martedì, 23 Ottobre 2018

Share This

Seguici

XIV Domenica T.O. - B

Dal Vangelo secondo Marco (6,1-6)

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono.
Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

Durante gli anni della sua predicazione Gesù tornò alcune volte a Nazaret, l’oscuro villaggio della Galilea – mai menzionato nell’Antico Testamento – dove egli era stato allevato ed era cresciuto “in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc 2,52). Uno di questi ritorni ci è narrato dal vangelo odierno: “Gesù andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono”. Ed è qui che in giorno di sabato, il giorno santo dell’assemblea, anche Gesù si reca alla sinagoga e prende la parola per leggere e spiegare le Sante Scritture; a differenza di Luca (cf. Lc 4,16-30), Marco non specifica quale sia il passo scritturistico letto da Gesù né si sofferma sulle sue parole di commento, ma mette in risalto la reazione suscitata dalla sua predicazione.

Da molti anni Gesù è assente dal suo villaggio e lontano dalla sua famiglia, ma i suoi concittadini sanno chi è: “il falegname, il figlio di Maria”, e conoscono i suoi parenti più prossimi – definiti “fratelli e sorelle” – ancora residenti a Nazaret. Essi conoscono dunque indirettamente Gesù, ma questa conoscenza umana“secondo la carne” (2Cor 5,16) è una ragione per la loro incredulità, per non riconoscere a Gesù la sua vera identità. Lo mostrano bene le domande che risuonano sulle loro labbra: “Da dove Gesù attinge l’autorevolezza con cui commenta le Scritture? Come può possedere una tale sapienza, lui che non ha studiato come gli altri rabbini? E che dire delle azioni prodigiose compiute dalle sue mani?”. Sono interrogativi che potrebbero preludere alla fede, all’adesione a Gesù almeno quale Maestro e Profeta, eppure si risolvono in occasione di rigetto della sua persona: “si scandalizzavano di lui”…

Siamo di fronte allo scandalo suscitato dalla povertà, dall’umanità, dalla semplicità di Gesù: egli infatti si presenta come un uomo, nient’altro che una persona di cui si possono conoscere le umili origini, la provenienza da una famiglia povera, il suo essere “figlio di Giuseppe, il falegname” (cf. Mt 13,55; Lc 4,22), da cui ha appreso il mestiere. Agli occhi degli abitanti di Nazaret Gesù è un uomo ordinario, conosciuto fin dall’infanzia, e quindi non merita particolare ascolto né riconoscimento. Ebbene, proprio questa pretesa di conoscenza si trasforma in un inciampo – questo significa la parola “scandalo” – che impedisce il vero incontro, frutto della fede, e suscita al contrario “durezza di cuore” (cf. Mc 3,5; 10,5, 16,14). Detto altrimenti: è facile accogliere la parola di Dio quando essa assume la forma del prodigio, quando si manifesta nella forza; è ben più faticoso riconoscerla nella debolezza e nella fragilità di un uomo… Sì, Gesù è “la pietra di scandalo, la roccia che fa inciampare” (Is 8,14; cf. Rm 9,32-33; 1Pt 2,8), ed è questa consapevolezza di sé che lo porterà ad affermare: “Beato chi non si scandalizza di me” (Mt 11,6).

Gesù registra pertanto uno scacco, un rifiuto ad opera degli abitanti di Nazaret, e l’esperienza di questo fallimento è per lui occasione di una parola netta: “Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua”. Il rigetto patito, per quanto frustrante, è segno della sua qualità di profeta: ogni profeta infatti, da quelli biblici fino a quelli che Dio ancora oggi invia al suo popolo, è ascoltato più facilmente da quelli di fuori che dai propri fratelli. Di fronte a tale incredulità Gesù non può però fare a meno di stupirsi, ne è ferito, e di fatto si sente ridotto all’impotenza, con le mani legate dalla mancanza di fede di quanti pure lo avevano ascoltato: “non poté operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì”. Dove mancano l’ascolto obbediente delle parole di Gesù e l’adesione salda a lui, i nostri occhi non possono contemplare le meraviglie da lui operate quale Figlio di Dio…

E così cresce lo scandalo di fronte a Gesù, medico ridotto all’impotenza; medico che tuttavia continua a curare anche se gli altri non riconoscono la sua azione salvifica: “Ascoltino o non ascoltino, un profeta si trova in mezzo a loro” (Ez 2,5). Ma a noi lettori del vangelo questa pagina pone la domanda seria: siamo disposti a seguire Gesù nella quotidianità e nell’ordinarietà della sua persona senza scandalizzarci di lui?

Enzo Bianchi

Articoli recenti

  Gesù ci chiede il servizio reciproco, il dare la vita per i fratelli, perché in questo sta la vera gloria.

  La sequela di Gesù va rinnovata ogni giorno, pena il suo fallimento. Infatti, per gli stessi che avevano lasciato tutto per seguire Gesù, giungerà un momento in cui, “abbandonato Gesù, fuggirono ...

  Le parole di Gesù ci aiutano a leggere ancora oggi la verità del matrimonio cristiano: esso è una vicenda, una storia, e come tale suppone la faticosa capacità di perseveranza e di perdono recipr...

    Come l’arcobaleno, che brilla tra le nubi luminose, portando in se stesso il segno del patto con il Signore, Francesco annunciò agli uomini il vangelo della pace e della salvezza.

  Occorre rinunciare a ciò che può ostacolare l’ingresso nel Regno, ossia praticare una dura lotta personale contro le tendenze che spingono l’uomo a cadere nel peccato.

More Articles

Articoli recenti


  Il mese di maggio è tradizionalmente dedicato a Maria in quanto è il mese in cui giunge al culmine il rifiorire della terra dopo la stagione ...
Leggi
  Ogni anno, dalle 12.00 dell’1 agosto alla mezzanotte del 2 agosto, in tutte le chiese francescane e in tutte le chiese cattedrali e ...
Leggi
  La sequela di Gesù va rinnovata ogni giorno, pena il suo fallimento. Infatti, per gli stessi che avevano lasciato tutto per seguire Gesù, ...
Leggi
  Due coppie di sposi ci condividono l'esperienza vissuta al corso Nazareth e le grazie in esso ricevute dal Signore. Siamo Piera e ...
Leggi
  Chiara ci racconta la sua personale esperienza di Dio al corso Nuova Vita. Spesso quando provi a raccontare qualcosa che è accaduto ...
Leggi
  Nel confronto con l’esperienza spirituale del patriarca Giacobbe e grazie ai vari interventi e confronti che si sono succeduti, i ...
Leggi
KERYGMA è...annunciare Gesù con il canto! La worship-band KERYGMA nasce nel 2015 con il nome di JUBand-MGFSicilia come costola del Gruppo ...
Leggi
  I partecipanti al primo corso Alpha Giovani di Enna hanno vissuto ieri una giornata di fraternità. Ecco le loro impressioni. I ...
Leggi
  Una risposta di Dio alla disfunzione in cui è venuta a trovarsi la vita cristiana. Il Signore si è preoccupato, prima ancora della Chiesa, di ...
Leggi
  Il discorso di Papa Francesco ai giovani che si sono riuniti a Roma per l'incontro presinodale. Cari giovani, buongiorno! Saluto tutti! ...
Leggi
  Siamo tanto grati per gli strumenti che ci sono stati donati al corso "Se ne prese cura" che ci aiuteranno a vivere in profondità il tempo ...
Leggi
  In vista del Sinodo sui giovani, pubblicata una nuova versione speciale de "La prima generazione incredula". Don Armando Matteo: superare la ...
Leggi

Menu

Mailing List

About us

MGF SICILIA
Convento S. Maria della Dayna
Salita San Francesco, snc
90035 Marineo (Pa) - Italy

 Tel/Fax: +39 091 8725133
Telegram: t.me/segreteria_mgfsicilia
E.mail: segreteria@mgfsicilia.org

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.