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Venerdì, 18 Gennaio 2019

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Battesimo del Signore - C

Dal Vangelo secondo Luca (3,15-16.21-22)

In quel tempo, poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco».
Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

Dopo essersi manifestato ai poveri nel Natale e ai Magi, cioè alle genti della terra, nell’Epifania, oggi Gesù si manifesta al popolo di Israele nell’evento del Battesimo. Più in generale, però, ricevendo l’immersione da parte di Giovanni il Battezzatore, Gesù rivolge a tutti gli uomini l’annuncio scandaloso della misericordiosa condiscendenza di Dio: nella sua ricerca di comunione con l’uomo, Dio scende fino a raggiungere l’uomo là dove i sentieri tortuosi della vita e i suoi peccati possono condurlo…

Giovanni il Battezzatore, profeta inviato da Dio per chiedere la conversione in vista del Regno veniente, chiama tutti a un deciso cambiamento di vita; quale segno di un ritorno a Dio capace di originare una vita nuova, egli pratica un’immersione nelle acque del Giordano, un «battesimo di conversione per la remissione dei peccati» (Lc 3,3). Attirati dalla sua predicazione, «anche i pubblicani», cioè i peccatori pubblici, «vengono da lui per farsi battezzare» (Lc 3,12). Ebbene, in questa fila di peccatori, che si recano da Giovanni confessando i propri peccati e accettando il segno escatologico del battesimo, c’è Gesù, pienamente solidale con i peccatori, confuso tra di loro.

È la prima immagine pubblica di Gesù consegnataci dai quattro vangeli: Gesù ha iniziato il suo ministero attraverso questo abisso di svuotamento e di umiliazione (cf. Fil 2,6-8), e ciò è parso scandaloso a tal punto che alcuni cristiani delle più antiche generazioni, pur non potendo ignorare questo evento, hanno cercato di attutirlo o minimizzarlo. Luca, per esempio, evoca appena l’immersione di Gesù, cercando quasi di metterla tra parentesi: «Quando tutto il popolo fu battezzato e mentre Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera…». Si tratta invece di accogliere in tutta la sua forza lo scarno dettato del vangelo secondo Marco, quello più antico: «In quei giorni Gesù venne da Nazareth di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni» (Mc 1,9). È inaudito il fatto che Gesù, colui che è «senza peccato» e viene da Dio, si presenti in mezzo ai peccatori e si ponga tra loro per andare a ricevere un’immersione in vista della remissione dei peccati: ma nella storia è accaduto esattamente questo!

E proprio nel momento in cui Gesù risale da quell’acqua carica dei peccati dell’umanità, «scende su di lui lo Spirito santo in apparenza corporea, come di colomba, e dal cielo si ode la voce del Padre: “Tu sei il mio Figlio, l’amato, in te ho posto tutta la mia gioia!”». Così, mentre Gesù è in preghiera – annota Luca –, cioè in ascolto della voce del Padre, si compie la Scrittura (cf. Sal 22,7; Gen 22,1; Is 42,1); più in profondità, è come se Dio dicesse a Gesù: «Ti amo di amore eterno, perché fin da subito riveli il mio vero volto, la mia misericordia per i peccatori!». Era difficile pensare che Dio amasse i peccatori ma, perché non vi fossero dubbi in proposito, Gesù ce lo ha mostrato come primo gesto della sua vita pubblica! Anzi, l’evento dell’immersione di Gesù anticipa tutto il senso della sua vita, missione e predicazione, fino alla morte: sempre infatti troveremo Gesù in mezzo ai peccatori, capace di portare tra loro l’amore e la comunione di Dio, e sulla croce insieme a lui verranno crocifissi «due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra» (Lc 23,33)…

Dalla memoria del battesimo di Gesù non può che scaturire una domanda cruciale per noi cristiani, suoi discepoli: immersi nella morte e resurrezione di Cristo attraverso il battesimo ricevuto (cf. Rm 6,4-5), siamo disposti a narrare a tutti l’amore misericordioso di Dio? Siamo capaci di testimoniare che Dio chiede a ogni essere umano solo di riconoscere il proprio peccato e di accettare che egli lo ricopra con la sua inesauribile misericordia, ossia con il suo Spirito santo? È per rivelarci questo che Gesù ha iniziato il suo ministero in mezzo ai peccatori e poi, lungo la sua vita, ha offerto a tutti coloro che incontrava l’annuncio della remissione dei peccati; fino a lasciarlo come compito fondamentale ai suoi discepoli: «Annunciate a tutte le genti la remissione dei peccati nel mio Nome» (cf. Lc 24,47).

Enzo Bianchi

 

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