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Mercoledì, 20 Marzo 2019

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Maria, il manuale del discepolo-missionario

Quando Pietro, durante l’ultima cena, disse a Gesù che avrebbe dato la sua vita per Lui, con altrettanta sicurezza Gesù potè affermare che prima del canto del gallo Pietro l’avrebbe rinnegato tre volte. E questo perché Pietro non aveva ancora compreso due cose: che è Gesù che è venuto a dare la sua vita per noi e non il contrario poiché Egli ci ha amato per primo e senza l’accoglienza di questo amore non siamo capaci di donarci né a lui né ai fratelli; che, perciò, senza lo Spirito santo, la forza che Gesù ha promesso che avremmo ricevuto dall’alto, che ci fa nuove creature, che è l’essenza stessa di Dio-amore, noi non possiamo donare la nostra vita completamente a Lui. E, infatti, solo dopo la Pentecoste, Pietro sarà capace di dire davanti al sinedrio che lo minaccia di morte che preferisce obbedire a Dio, anche a rischio della vita, piuttosto che obbedire agli uomini.

La Pentecoste, l’effusione dello Spirito Santo, è la tappa necessaria che ogni discepolo deve vivere per essere trasformato da uomo-carnale a uomo-spirituale, capace di offrire la propria vita nel nome di Cristo e di evangelizzare costi quel che costi.

E al centro della Pentecoste non a caso troviamo Maria. Lei è la prima che ha sperimentato la Pentecoste e per questo ci è stata affidata da Gesù sulla croce come Madre: solo lei poteva tenere unita la Chiesa nel momento massimo della tribolazione; solo lei poteva alimentare la fede, come sorgente di acqua viva, nel cuore impaurito dei discepoli; solo lei poteva aprirli all’accoglienza dello Spirito Santo e così, come frecce nell’arco, lanciarli nella missione. E ciò perché il Signore l’aveva colmata del suo Santo Spirito fin dal suo concepimento, l’aveva resa Tutta Santa, Immacolata, in vista della sua vocazione a essere madre di Dio stesso, il tre-volte-santo, e del suo corpo mistico che è la Chiesa. Quel “Sì” pieno, totale, senza riserve all’annunciazione è proprio la manifestazione che Maria era già colma dello Spirito Santo e da esso si è lasciata guidare, fin sotto la croce e oltre, soprattuto nella Pentecoste della Chiesa.

Perciò, essendo la Chiesa nella sua essenza missionaria, Maria, in quanto Madre della Chiesa è anche Madre dell’Evangelizzazione. Infatti, Maria è colei che, come dovrebbe fare ogni madre, esercita non soltanto la funzione genitrice - generandoci alla fede nella Chiesa -, ma esercita anche la funzione materna di educarci alla fede e di condurci alla sua piena maturità. E lo fa non dal piedistallo di una sapienza umana, ma dalla cattedra della sua esperienza, di discepola e apostola del Regno.

Maria è stata infatti colei che ha percorso tutte le tappe del discepolato, della crescita nella fede nel Figlio di Dio. Come Gesù imparò l’obbedienza dalle cose che patì (cfr Eb 5,8-9), così Maria imparò l’obbedienza dall’esperienza con Gesù, dalla sua Parola, quella spada a doppio taglio da cui si è lasciata trafiggere l’anima, un’esperienza durata oltre trent’anni. E come Gesù, dice ancora san Paolo, per la sua obbedienza divenne causa di salvezza eterna per coloro che gli obbediscono, così Maria divenne causa della nostra salvezza, per coloro, cioé, che, accogliendola come Madre, ne accolgono la funzione materna obbedendo ai suoi esemplari insegnamenti di vita.
Solo con questa premessa possiamo allora comprendere il significato delle espressioni del Magistero della Chiesa che indicano Maria quale prima discepola di Cristo e Stella dell’evangelizzazione.

Il discepolato, lo sappiamo bene, è qualcosa che si impara da altri discepoli, così come l’evangelizzazione. Non si può essere discepoli e apostoli fai-da-te. Occorrono formatori che ne hanno fatto esperienza per primi; che siano credibili per coerenza, radicalità e perseveranza; che siano persone di fede e di carità. E Maria ha tutte le carte in regola per essere la migliore formatrice che Gesù poteva mettere sul nostro cammino e lo ha fatto quando in Giovanni, il discepolo amato, ci ha affidati tutti alla sua maternità dall’altro della croce.

Maria è e rimarrà sempre la Madre del nostro discepolato e del nostro apostolato. Maria è la fonte originale, il libro di testo che il Signore stesso ha scritto e ci ha consegnato da cui imparare ad essere discepoli missionari. Tutti gli altri, compresi i grandi apostoli di tutti i tempi - Pietro, Paolo, Francesco d’Assisi… - sono dei riassunti di questo testo, ma come ogni riassunto non hanno mai il carattere della completezza e lasciano sempre fuori qualcosa. In Maria, invece, c’è la completezza. Lei è la piena di grazia. Lei è la piena e prima discepola. Lei è la piena e prima apostola del Regno.

Prendiamo, dunque, Maria a casa nostra, prendiamola come Madre delle nostre Porziuncole, e lasciamoci sempre educare da lei, dalla sua esperienza e dalla sua testimonianza di fede, speranza e carità. Rendiamoci obbedienti al suo invito: Qualsiasi cosa vi dica, fatela. E come è stato per lei, anche noi cresceremo nella fede e diventeremo veri discepoli e apostoli di Gesù. Potremmo dirci ed essere veri figli di Maria, come Gesù stesso ha progettato per tutti noi.

fra’ Saverio Benenati

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