dove siamo

DOVE SIAMO
Lunedì, 23 Aprile 2018

Share This

Seguici

La prima generazione incredula

“Lì dove i giovani decidono – faticosamente – la loro identità, fanno fatica a recuperare come qualcosa di significativo ciò che hanno vissuto all’interno della loro esperienza di parrocchia, nei movimenti o nelle associazioni cattoliche”. Don Armando Matteo spiega così la “disaffezione” del mondo giovanile, che vede i giovani di oggi alla prese “con la difficoltà ad intercettare, in termini di interesse, l’esperienza del credere”. Ci vuole “uno sguardo intergenerazionale” per capire le nuove generazioni, il cui rapporto con la fede è all’insegna di una “difficoltà un po’ più acuta” rispetto a quella segnalata da altri studiosi, che parlano semplicemente di “allontanamento dalla comunità ecclesiale”. Alla vigilia del Sinodo convocato da Papa Francesco sui giovani – in occasione del quale don Matteo ha pubblicato una nuova edizione speciale, per i tipi di Rubbettino, del suo volume “La prima generazione incredula” – facciamo con l’autore il punto su quella che nel Documento preparatorio viene definita la prima generazione che vive non “contro”, ma “senza” Dio e la Chiesa.

Don Matteo, quali sono le consonanze tra le sue tesi sui giovani e ciò di cui si discuterà nel Sinodo di ottobre?


La mia tesi di fondo, che trova riscontro anche nel Documento preparatorio del Sinodo, è che i giovani di oggi non si pongono “contro”, ma stanno imparando a vivere “senza” il Dio presentato dal Vangelo e “senza” la Chiesa. Quello dei giovani non è un allontanamento di protesta: i giovani fanno fatica a mettere insieme la loro vita con la realtà cristiana, a rispondere a domande sul perché andare a messa, leggere il Vangelo, pregare, fare un matrimonio in Chiesa… Il motivo di questa loro incapacità risiede nel fatto che il cristianesimo domestico è profondamente in crisi.
Nella pastorale con i giovani, abbiamo molto puntato sulla realtà della parrocchia, delle associazioni e dei movimenti, ma forse c’è un po’ sfuggito ciò che Papa Francesco dice al n. 70 dell’Evangelii gaudium: all’interno dei rapporti intergenerazionali – tra padri, madri e figli – c’è una rottura della trasmissione della fede. È una tesi molto forte, ma confermata da molte indagini: nelle famiglie non si prega più, e non sempre i figli hanno avuto l’occasione di vedere i loro genitori pregare, leggere il Vangelo, andare a messa, o di ascoltare un discorso attorno a ciò che conta nella vita da cui venissero fuori insegnamenti attinti dal Vangelo. Bisogna prendere coscienza che la qualità della testimonianza adulta nella famiglia e nell’ambito più esterno della socialità non trasferisce più un cristianesimo concreto. Come si legge nel Documento preparatorio del Sinodo, perché i giovani possano accedere all’esperienza della vita adulta servirebbero credenti autorevoli: un obiettivo auspicabile, che però non è si è ancora pienamente realizzato nei fatti.

Quindi il termometro dell’interesse della Chiesa per i giovani sono gli adulti?


Il Papa l’ha detto nell’ultimo discorso alla Curia romana: quando parliamo di giovani, il tema nodale sono i rapporti intergenerazionali. Senza uno sguardo intergenerazionale, che tenga conto di ciò che è avvenuto nelle generazioni che li hanno preceduti, è difficile cogliere quello che sta capitando davvero a quella che io definisco come la prima generazione incredula.


C’è molta retorica sui giovani: si continua a ripetere che sono il futuro, ma in questo modo non si rischia di rubare loro il presente?


Ci stiamo dimenticando che coloro che hanno meno di 35 anni non sono “giovani”, ma sono “i giovani”: hanno cioè una specificità irripetibile, non cedibile ad altre età della vita. I ventenni e i trentenni godono di una condizione mentale, fisica, potenziale che è unica: esiste per loro il diritto ad avere al più presto a disposizione la possibilità di fare figli, di formare una famiglia, di scegliersi un lavoro in cui investire tutta la loro esistenza. Gli adulti invece misconoscono che i giovani non sono semplicemente giovani, ma “i giovani”, e così continuano a governare il mondo per mantenere i loro privilegi. C’è una questione di ingiustizia, tanto che il Papa – nella lettera inviata ai giovani per il Sinodo– parla del grido dei giovani, che sentono di avere una potenza unica ma si sentono continuamente rispondere: “Ci siamo ancora noi”.
Gli adulti, al contrario, dovrebbero farsi da parte, perché essere disponibili alla generatività significa favorire quel compito dei traghettatori della vita che è tipico del mondo degli adulti.

Il futuro è la “pastorale giovanile vocazionale”, sollecitata nel Documento preparatorio del Sinodo?


Mi sembra un’espressione molto azzeccata: al n. 105 dell’Evangelii gaudium il Papa esorta a cambiare rotta rispetto agli attuali progressi della pastorale giovanile, a partire proprio dalla questione intergenerazionale. Si è giovani per diventare adulti: ogni lavoro con i giovani serve sostanzialmente a crescere. È questa la prima fondamentale vocazione, e la fede serve a promuovere questo cammino di crescita. Ciò comporta un impegno in due ambiti: il primo è a “ripulire” il profilo dell’adulto, ridando charme, bellezza e attrattività questa condizione. Il secondo filone di impegno consiste nell’immaginare un profilo del credente nuovo, all’altezza del Vangelo. Come scrivono Papa Francesco e Papa Benedetto nella Lumen Fidei al n. 18, il credente è uno che guarda il mondo con gli occhi di Dio. Occorre impegnarsi non solo per eventi straordinari, ma nella pastorale ordinaria, altrimenti lo straordinario rischia di diventare un alibi. La Chiesa è madre, come ripete Francesco, e se non genera nuovi credenti vuol dire che c’è qualcosa che non funziona.

[FONTE: Agenzia SIR]

 

Articoli recenti

  Ognuno di noi è chiamato a interrogarsi sul suo legame con il pastore Gesù Cristo; un legame fatto di ascolto e di conoscenza, finalizzato a una relazione viva ed efficace con Lui.

  Gli apostoli sono testimoni della morte e resurrezione di Gesù, abilitati dallo Spirito santo, potenza di Dio.

  Si celebra oggi la solennità dell'Annunciazione del Signore.

  Lo Spirito vivifica la Chiesa rendendola corpo di Cristo e resuscita le pagine di tutte le Scritture rendendole Parola vivente di Dio, testimonianza del Signore risorto.

  La fede pasquale nasce dall’amore: solo l’amore per Gesù permette di comprendere in profondità la Parola di Dio contenuta nelle Scritture.

More Articles

Articoli recenti


  Ognuno di noi è chiamato a interrogarsi sul suo legame con il pastore Gesù Cristo; un legame fatto di ascolto e di conoscenza, finalizzato a ...
Leggi
  Due coppie di sposi ci condividono l'esperienza vissuta al corso Nazareth e le grazie in esso ricevute dal Signore. Siamo Piera e ...
Leggi
  Nel confronto con l’esperienza spirituale del patriarca Giacobbe e grazie ai vari interventi e confronti che si sono succeduti, i ...
Leggi
  Chiara ci racconta la sua personale esperienza di Dio al corso Nuova Vita. Spesso quando provi a raccontare qualcosa che è accaduto ...
Leggi
  Siamo tanto grati per gli strumenti che ci sono stati donati al corso "Se ne prese cura" che ci aiuteranno a vivere in profondità il tempo ...
Leggi
  I partecipanti al primo corso Alpha Giovani di Enna hanno vissuto ieri una giornata di fraternità. Ecco le loro impressioni. I ...
Leggi
  Una risposta di Dio alla disfunzione in cui è venuta a trovarsi la vita cristiana. Il Signore si è preoccupato, prima ancora della Chiesa, di ...
Leggi
KERYGMA è...annunciare Gesù con il canto! La worship-band KERYGMA nasce nel 2015 con il nome di JUBand-MGFSicilia come costola del Gruppo ...
Leggi
  In vista del Sinodo sui giovani, pubblicata una nuova versione speciale de "La prima generazione incredula". Don Armando Matteo: superare la ...
Leggi
  Il corso Aquila e Priscilla ha costituito per noi un capovolgimento totale della nostra visione sul cammino cristiano, sia individualmente sia, ...
Leggi
  Dall'11 al 13 Maggio a Pergusa il corso per essere trasformati in evangelizzatori con la potenza dello Spirito Santo. I ...
Leggi
  Il discorso di Papa Francesco ai giovani che si sono riuniti a Roma per l'incontro presinodale. Cari giovani, buongiorno! Saluto tutti! ...
Leggi

Menu

Mailing List

About us

MGF SICILIA
Convento S. Maria della Dayna
Salita San Francesco, snc
90035 Marineo (Pa) - Italy

 Tel/Fax: +39 091 8725133
Telegram: t.me/segreteria_mgfsicilia
E.mail: segreteria@mgfsicilia.org

 

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all’uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.