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Mercoledì, 18 Luglio 2018

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Maggio con Maria

Il mese di maggio è tradizionalmente dedicato a Maria in quanto è il mese in cui giunge al culmine il rifiorire della terra dopo la stagione invernale. E Maria, nell’economia della salvezza, è stato il fiore più bello e rigoglioso della Nuova Alleanza che Dio ha voluto stabilire con l’uomo. Maria è stata la prima discepola e apostola di Gesù-Sole di Giustizia.

Il mese di maggio, dunque, è una buona occasione, tra le tante, per meditare sul discepolato cristiano e l’evangelizzazione alla luce di Maria. La recita quotidiana del S. Rosario o di almeno una decina di Ave Maria, può essere il momento iniziale per meditare su Maria quale esempio di fedeltà a Cristo nella sequela e nella testimonianza, sia mettendoci a confronto diretto con i testi della Scrittura (Lectio Divina) sia con l’ausilio di uno dei tanti opuscoletti dedicati a questo mese mariano, reperibili in tutte le librerie cattoliche.

Richiamiamo alcuni pochi elementi esemplari del discepolato di Maria che possiamo meditare e fare nostri con l’impegno e la perseveranza.

Maria, donna dell’ascolto. La giovane Maria è stata, infatti, terreno fecondo dove Dio ha potuto piantare il buon seme della Parola che, portando frutto nella sua maternità divina, ha di fatto trasformato ella stessa in testimone della Parola e il mondo che la circondava. L’ascolto della Parola è inseparabile dall’ascolto delle persone e della realtà. Si tratta di un unico movimento che porta a scoprire cosa Dio vuole oggi da me, cosa chiede alla comunità ecclesiale di cui faccio parte, in questo tempo particolare della storia. Con Maria siamo chiamati ad essere il grande orecchio che ascolta: la Parola di Dio e la parola degli uomini e delle donne di oggi, ossia le loro storie di vita, per risvegliare in tutti la speranza che non delude. La nostra esistenza di giovani di fede dovrebbe offrire loro questa testimonianza: tu sei amato/a da Dio, la tua vita è preziosa ai suoi occhi.

Maria, donna dell’incontro. Pienamente partecipe della Parola, Maria ne assume la dinamica, uscendo da sé stessa, dai propri confini, per raggiungere, nell’Amore e con amore, i fratelli e condividere il dono che le è stato fatto. Per l’ascolto della Parola tutto in Maria diventa spazio per gli altri, specialmente per chi è nel bisogno. Ognuno di noi dovrebbe essere presenza premurosa in grado di ricevere e di donare, di creare comunione, intessere dialogo, suscitare vita. L’incontro vero diviene così benedizione. Maria la riceve nell’incontro con Elisabetta, che la riconosce Madre del Signore, e la restituisce a Dio nel Magnificat. Ciascuno di noi, se ospita nel cuore la Parola, è portatore di benedizione là dove si trova: in famiglia, a scuola, nei luoghi di lavoro e tra gli amici. Dobbiamo essere benedizione particolarmente per i nostri giovani coetanei: ne hanno bisogno per crescere come discepoli di Cristo e persone mature ed essere in grado di donarla a loro volta.

Maria, donna di speranza. Nel canto del Magnificat, Maria rilegge la storia, sua personale e di tutto il popolo, come storia di salvezza, in cui Dio è presente, fedele alle sue promesse di salvezza. Nel Magnificat le logiche umane, politiche ed economiche, tessute nell’ingiustizia e orientate alla sazietà di pochi e alla disperazione di molti, vengono capovolte dalla certezza che Dio non ci abbandona e che ha pronti per noi progetti di pace e di speranza. Nella fede Maria già vede realizzato ciò che la speranza umana dubita. Così se il nostro cuore è abitato dalla Speranza, è più facile scorgere i germogli del mondo nuovo presenti nei nostri ambienti. La maggiore sensibilità per i problemi di chi ci sta accanto, l’impegno di solidarietà per gli altri sono il più sicuro segno di speranza che possiamo offrire. La capacità di farci samaritani nei confronti di chi è stato lasciato ai bordi della strada è adesione alla prospettiva di Dio che sta dalla parte di chi è nel bisogno.

 

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