Va’ prima a riconciliarti

Non puoi avere Dio per Padre se non consideri l’altro come tuo fratello.

Dal Vangelo secondo Matteo (5,20-26)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.
Avete inteso che fu detto agli antichi: “Non ucciderai”; chi avrà ucciso dovrà essere sottoposto al giudizio. Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”, dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà destinato al fuoco della Geènna.
Se dunque tu presenti la tua offerta all’altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
Mettiti presto d’accordo con il tuo avversario mentre sei in cammino con lui, perché l’avversario non ti consegni al giudice e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo!».

 

 

Fratello, fratello e ancora fratello! Sì, se riconosci che Dio è Padre degli uomini – mio padre, tuo padre – allora gli altri non possono che esserti fratelli, come tu lo sei per essi.
Paternità e Fraternità sono le due facce dell’unica medaglia della nostra figliolanza nei confronti di Dio.

È tutta la settimana, questa prima di quaresima, che la Parola insiste nel farci guardare alternativamente a questa duplice relazione: non puoi avere Dio per Padre se non consideri l’altro come tuo fratello.
Fratello che non ci scegliamo, ma che ci viene donato e siamo chiamati ad accogliere così com’è. San Francesco scrive nel suo Testamento che dopo aver incontrato la misericordia del Padre, il Signore stesso gli donò dei fratelli. Ed è sempre così per tutti: quando incontriamo Dio e lo riconosciamo come Padre buono e misericordioso, i nostri occhi allora non possono non aprirsi a questa seconda verità che cioè l’altro è mio fratello.

Da qui una terza verità: la nostra relazione con Il Padre si misura da come ci relazioniamo con i fratelli che lui ci ha donato.
Corri dunque ad abbracciare il tuo fratello per sperimentare tutta la tenerezza del Padre.