Chi fa la verità viene verso la luce

Invece di maledire il buio, accendi la luce!

Dal Vangelo secondo Giovanni (3,16-21)

In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo: «Dio ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio».

 

 

«Chi fa la verità viene verso la luce». La verità è qualcosa che si dice o che si fa? Entrambe certamente. Occorre sicuramente dire la verità. Ma chi la conosce la verità? Ponzio Pilato aveva chiesto a Gesù, durante il suo processo, cosa fosse la verità. Ma Gesù tacque dinanzi al procuratore che, pur non trovando in lui alcuna colpa, preferì agire nella menzogna, incoerente con la verità che aveva ben chiara dinanzi ai suoi occhi.

Dire la verità e non essere veri sono due cose che possono coesistere anche in ognuno di noi. Dice un vecchio proverbio: anziché maledire il buio, accendi la luce! Il buio, infatti, è assenza di luce, lo sappiamo. Questa è la verità. Il buio non esiste, esiste la luce. Buio è la definizione che usiamo per esprimere l’assenza della luce. Così come definiamo freddo ciò che non è riscaldato da una fonte di energia. Così è per la vita nuova ed eterna in Dio. La morte è assenza di vita. È la vita, invece, che esiste ed è eterna, e la sua fonte è Dio. Eppure l’uomo si aggrappa ad una esistenza mortale, dandole un senso e una consistenza che non ha. Maledice questa vita vuota e allo stesso tempo ci si aggrappa con tutte le sue forze. Fugge la morte in ogni modo, sapendo che arriverà ineluttabile.

Così è una vita senza Dio: come una notte senza luce. Un vita vana, come leggiamo nel libro di Qoelet, vanità di vanità, cioè vacua, inconsistente, senza senso, destinata al nulla.

Ma se accendiamo la luce della fede, se compiamo questa opera di verità credendo in Dio fonte di luce e di vita, allora anche la nostra vita sarà trasformata, come la notte quando sorge il sole.

Allora, anziché maledire le tenebre, credi in Gesù ed egli ti illuminerà!