Voi non siete del mondo

Il cristianesimo è per sua natura un corpo estraneo rispetto al mondo, alle sue logiche, alla sua cultura e ai suoi modelli di sviluppo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (15,18-21)

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».

 

 

Se c’è una cosa che deve preoccupare di discepoli di Cristo e sicuramente il quieto vivere. Il cristianesimo è per sua natura un corpo estraneo nel mondo, come dimostra ancora oggi la persecuzione che esso subisce anche nella nostra Europa che in nome del politically correct sta cancellando in tutti i modi ogni riferimento alla fede cristiana.

Il mondo, con la sua mentalità e i suoi modelli di sviluppo che mettono al centro il dio-denaro; con la sua cultura orientata ad un egualitarismo tipo “passato di verdure”, basata sui diritti senza doveri, sull’autodeterminazione della persona che pretende il posto di Dio, e così via, considera la fede cristiana un corpo estraneo, come un virus letale, che attenta al progresso dell’uomo. Pertanto tutti hanno diritto di parola in questo mondo, perché tutti gli uomini suono uguali… tranne i cristiani.

Se c’è dunque qualcosa che deve seriamente preoccupare i discepoli di Cristo è il non subire umiliazione o persecuzione da parte del mondo, poiché se ciò avviene è perché si sta passando inosservati, non essendo stati capaci di fare la differenza con le logiche del mondo, o per giunta si sta andando proprio a braccetto con il mondo, rinnegando di fatto la propria fede o nascondendola dentro le quattro mura di una chiesa o delle sagrestie.

Viceversa, quando il mondo esprime ostilità nei confronti della Chiesa e dei suoi membri, allora significa che si sta camminando per la strada giusta, quella del Vangelo, dietro il suo Maestro che per primo ha patito la persecuzione per la sua obbedienza al Padre.

Una ostilità che però non va cercata da parte dei cristiani che, al contrario, devono sempre aprirsi al dialogo e alla comprensione, armati di perdono e di pazienza. L’ostilità arriverà da sola se sapremo essere coerenti fino in fondo con la fede che professiamo a parole. E quando arriverà, con la mitezza di Gesù crocifisso, offriremo ancora una volta il perdono cristiano: Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno.