Custodiscili nel tuo nome

Siamo stati acquistati a caro prezzo, il prezzo del sangue di Cristo.

Dal Vangelo secondo Giovanni (17,11b-19)

In quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:]

«Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi.

Quand’ero con loro, io li custodivo nel tuo nome, quello che mi hai dato, e li ho conservati, e nessuno di loro è andato perduto, tranne il figlio della perdizione, perché si compisse la Scrittura. Ma ora io vengo a te e dico questo mentre sono nel mondo, perché abbiano in se stessi la pienezza della mia gioia. Io ho dato loro la tua parola e il mondo li ha odiati, perché essi non sono del mondo, come io non sono del mondo.

Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li custodisca dal Maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. Consacrali nella verità. La tua parola è verità. Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo; per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità».

 

 

Si custodisce qualcosa che ci è affettivamente caro, prezioso, da cui non ci si vuole separare e che si è ottenuto come dono o a caro prezzo.

C’è tutto questo insieme di significato in questa seconda parte della preghiera sacerdotale di Gesù. Egli non vuole che siamo messi in cassaforte o trasportati in un’isola felice, quasi di contenimento batteriologico, isolati da tutto e da tutti. Al contrario, ci lascia nel mondo, consapevole che per causa sua, per la fede in lui, i suoi discepoli sperimenteranno parimenti la persecuzione, ma altrettanto sicuro che nelle mani del Padre saranno ben protetti. Siamo, infatti, stati acquistati a caro prezzo (1Cor 6,20), il prezzo del sangue di Cristo. Siamo molto preziosi per lui.

Il problema non è il mondo, la dimensione umana della vita, ma il Maligno che vuole dividerci da Dio e tra di noi. Ciò che ci lega a Dio e ai fratelli è l’amore e il Maligno vuole proprio toglierci l’amore, instillando in noi sentimenti di discordia, di divisione, di odio, isolandoci gli uni dagli altri, così come un leone fa con la sua preda.

Un discepolo non può e non deve mai essere solo. La sua forza è nella comunità di fede e di amore, perché dove c’è l’amore c’è Dio. E Dio stesso ci custodirà con la sua mano e con la forza di una comunità unita nell’amore.

Vieni, Spirito d’amore e di unità!