Gesù attraverso la sua morte e risurrezione è divenuto la pietra a fondamento del popolo di Dio che è la Chiesa e salvatore di tutti, anche di chi l’ha rifiutato.

«I suoi fratelli… per venti sicli d’argento vendettero Giuseppe agli Ismaeliti. Così Giuseppe fu condotto in Egitto»

– Genesi 37,28

«Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo?»

– Matteo 21,42

Le due testi qui sopra li possono sintetizzare con quanto san Paolo scrive nel primo capitolo della sua lettera ai Corinti: «quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono» (1Cor 1,27-28).
Giuseppe fu venduto dai suoi fratelli come schiavo, ma proprio grazie a questa ignominia, arriverà in Egitto e, dall’alto della posizione raggiunta, diventerà il salvatore dei suoi fratelli al tempo delle vacche magre e patriarca delle tribù d’Israele.
Gesù fu fatto fuori da Israele e dalla storia per mezzo dell’ignominia della croce, ma attraverso la sua morte e risurrezione diventerà la pietra a fondamento del popolo di Dio che è la Chiesa e salvatore di tutti, anche di chi l’ha rifiutato.
Anche a noi può capitare di essere, più o meno volutamente, “fatti fuori” dai fratelli, allontanati, rifiutati, feriti… Ciò può essere causa di grande sofferenza – non potrebbe essere altrimenti – ma questa può diventare, con la Grazia di Dio e nella sottomissione docile a Lui che, come recita il detto, “scrive dritto nelle righe storte degli uomini”, l’opportunità per un nuovo inizio, di qualcosa che va a beneficio nostro e persino di quei fratelli che ci hanno fatto soffrire. Dio sa volgere al bene anche il male che ci è stato inflitto.
Chiederò oggi la forza di alzare il mio sguardo dal profondo del mio dolore alle altezze dei suoi progetti e delle sue benedizioni.

«Io conosco i progetti che ho fatto a vostro riguardo – oracolo del Signore -, progetti di pace e non di sventura, per concedervi un futuro pieno di speranza. Voi mi invocherete e ricorrerete a me e io vi esaudirò»

– Geremia 29,11-12

fra’ Saverio Benenati, OFM Conv.
(commento alle letture del Venerdì della II settimana di Quaresima)

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