La consegna che Gesù ha fatto di sé a noi, il suo perdere la vita per noi, è irreversibile. Il suo amore è fedele e per sempre.

Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità.
– Deuteronomio 30,19-20

Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà.
– Luca 9,24

Perdere (dal latino per-dare, consegnare) non indica smarrimento, annullamento, bensì consegna, fare dono di qualcosa. Ma allo stesso tempo, sì, indica privazione, un rimetterci qualcosa.
Quando si “perde la testa” per qualcuno o per qualcosa – lo sappiamo – smarriamo il senso delle cose, del tempo, delle relazioni… tutto il resto diventa secondario, spesso inutile o, al contrario, fine all’ottenimento di ciò per cui si è “persa la testa”.

Ecco, dunque, quanto la Parola già all’inizio della Quaresima ci sollecita a fare: se desideri una vita piena e duratura, una vita vera, consegnala a Gesù, “perdi la testa” per Lui. Forse ci rimetterai in termini materiali, dovrai sicuramente mettere in discussione il senso e l’attrattiva di certi attaccamenti e certi desideri mondani – san Paolo scrive che ciò di cui poteva umanamente vantarsi «che per me erano guadagni, io le ho considerate una perdita a motivo di Cristo. Anzi, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo» (Fil 3,7-8) – qualche amico o persona a te cara ti abbandonerà perché orientato verso altre direzioni di vita… ma il guadagno è di molto superiore alla somma di quanto ci hai rimesso.

È questa la logica dell’amore sponsale. Quando si ama un uomo o una donna, quando ci si consegna ad un altra persona e contestualmente la si accoglie pienamente nella propria vita, allora i sette miliardi di uomini e donne di questo nostro pianeta diventano secondari, poiché quell’unica persona è in grado di riempire la mia vita, di farmi sentire pienamente uomo o donna, amato, protetto, felice, appagato… Se così non fosse significherebbe che non mi sono consegnato totalmente a quell’unica persona che dico di amare con tutto me stesso.
È questo tipo di consegna di sé, fatta di amore sponsale, che Gesù ha fatto ad ognuno di noi e ci chiede di fare altrettanto nei suoi confronti, scegliendolo come unico supremo amore della nostra vita.

La consegna che Gesù ha fatto di sé a noi, il suo perdere la vita per noi, è irreversibile. Il suo amore è fedele e per sempre, anche quando noi lo tradiamo con altri amori, quando perdiamo la testa per altri amanti.
La Quaresima, ogni anno, è dunque il tempo i cui Egli mi ripete le sue parole d’amore e mi invita a ritornare a Lui con tutto il cuore:

«Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore…

Là mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza…

Le toglierò dalla bocca i nomi dei Baal e non saranno più chiamati per nome…

Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell’amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore».

– cfr Osea 2

fra’ Saverio Benenati, OFM Conv.
(commento alle letture del Giovedì dopo le ceneri)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *