Scegli la vita!

La consegna che Gesù ha fatto di sé a noi, il suo perdere la vita per noi, è irreversibile. Il suo amore è fedele e per sempre.

Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore, tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità.
– Deuteronomio 30,19-20

Dal Vangelo secondo Luca (9,22-25)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Il Figlio dell’uomo deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vuole salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per causa mia, la salverà. Infatti, quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma perde o rovina se stesso?».

 

 

Perdere (dal latino per-dare, consegnare) non indica smarrimento, annullamento, bensì consegna, fare dono di qualcosa. Ma allo stesso tempo, sì, indica privazione, un rimetterci qualcosa.
Quando si “perde la testa” per qualcuno o per qualcosa – lo sappiamo – smarriamo il senso delle cose, del tempo, delle relazioni… tutto il resto diventa secondario, spesso inutile o, al contrario, fine all’ottenimento di ciò per cui si è “persa la testa”.

Ecco, dunque, quanto la Parola già all’inizio della Quaresima ci sollecita a fare: se desideri una vita piena e duratura, una vita vera, consegnala a Gesù, “perdi la testa” per Lui. Forse ci rimetterai in termini materiali, dovrai sicuramente mettere in discussione il senso e l’attrattiva di certi attaccamenti e certi desideri mondani – san Paolo scrive che ciò di cui poteva umanamente vantarsi «che per me erano guadagni, io le ho considerate una perdita a motivo di Cristo. Anzi, ritengo che tutto sia una perdita a motivo della sublimità della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare Cristo» (Fil 3,7-8) – qualche amico o persona a te cara ti abbandonerà perché orientato verso altre direzioni di vita… ma il guadagno è di molto superiore alla somma di quanto ci hai rimesso.

È questa la logica dell’amore sponsale. Quando si ama un uomo o una donna, quando ci si consegna ad un altra persona e contestualmente la si accoglie pienamente nella propria vita, allora i sette miliardi di uomini e donne di questo pianeta diventano secondari, poiché quell’unica persona è in grado di riempire la mia vita, di farmi sentire pienamente uomo o donna, amato, protetto, felice, appagato… Se così non fosse significherebbe che non mi sono ancora consegnato totalmente a quell’unica persona che dico di amare con tutto me stesso.
È questo tipo di consegna di sé, fatta di amore sponsale, che Gesù ha fatto ad ognuno di noi e ci chiede di fare altrettanto nei suoi confronti, scegliendolo come unico supremo amore della nostra vita.

La consegna che Gesù ha fatto di sé a noi, il suo perdere la vita per noi, è irreversibile. Il suo amore è fedele e per sempre, anche quando noi lo tradiamo con altri amori, perdendo la testa per altri amanti.
La Quaresima, ogni anno, è dunque il tempo in cui l’Amante mi ripete le sue parole d’amore e mi invita a ritornare a Lui con tutto il cuore:

«Perciò, ecco, io la sedurrò, la condurrò nel deserto e parlerò al suo cuore…

Là mi risponderà come nei giorni della sua giovinezza…

Le toglierò dalla bocca i nomi dei Baal e non saranno più chiamati per nome…

Ti farò mia sposa per sempre, ti farò mia sposa nella giustizia e nel diritto, nell’amore e nella benevolenza, ti farò mia sposa nella fedeltà e tu conoscerai il Signore».

– cfr Osea 2