Fate attenzione a quello che ascoltate

La fede se non è seguita dalle opere è morta.

Dal Vangelo secondo Marco (4,21-25)

In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Viene forse la lampada per essere messa sotto il moggio o sotto il letto? O non invece per essere messa sul candelabro? Non vi è infatti nulla di segreto che non debba essere manifestato e nulla di nascosto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per ascoltare, ascolti!».

Diceva loro: «Fate attenzione a quello che ascoltate. Con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi; anzi, vi sarà dato di più. Perché a chi ha, sarà dato; ma a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».

 

 

Come il seme piantato nel terreno, germoglia e viene alla luce per portare frutto, così la parola ascoltata deve diventare visibile ed essere condivisa con l’annuncio e la carità.

Non si tratta di fare sfoggio di conoscenze bibliche o teologiche, saremmo come alberi pieni di foglie e frutti ma che, se non raccolti, sono destinati a marcire e ad ammalorare l’albero e il terreno. O come una stanza chiusa in cui – come dice Papa Francesco – ci si ammala per aria stantia e viziata.

La fede se non è seguita dalle opere è morta (cfr Gc 2,26). Senza la carità siamo nulla (1Cor 13,1-7). Perciò, procuriamoci di dare testimonianza concreta e quotidiana alla Grazia che il Signore ogni giorno riversa nei nostri cuori, nella certezza che più ci doneremo agli altri maggiormente il Signore si donerà a noi affinché non venga a mancare l’olio della fede e così si estingua la fiamma della carità.