Perché crediate che Io sono

Guardando al Gesù dei vangeli, facciamo nostri i suoi sentimenti di figlio di Dio.

Dal Vangelo secondo Giovanni (13,16-20)

[Dopo che ebbe lavato i piedi ai discepoli, Gesù] disse loro:
“In verità, in verità io vi dico: un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Sapendo queste cose, siete beati se le mettete in pratica.
Non parlo di tutti voi; io conosco quelli che ho scelto; ma deve compiersi la Scrittura: “Colui che mangia il mio pane ha alzato contro di me il suo calcagno”. Ve lo dico fin d’ora, prima che accada, perché, quando sarà avvenuto, crediate che Io sono.
In verità, in verità io vi dico: chi accoglie colui che io manderò, accoglie me; chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato”.

 

 

Per credere che Gesù è ciò che dice di essere, cioè Dio stesso fatto uomo, l’Io-sono, occorre farne esperienza. Un servo non è più grande del suo padrone, né un inviato è più grande di chi lo ha mandato. Ma possiamo somigliargli, così come è nel disegno originario di Dio che fece l’uomo a sua immagine e somiglianza.

Cosa significa, però, somigliare a Gesù? Dire e fare le stesse cose che lui disse e fece? Se così facessimo saremmo solo una fotocopia riuscita male. Gesù è stato unico nel suo essere Figlio di Dio e nel suo agire.

Allora, per somigliare a Gesù, dovremmo smetterla di omologarci alla massa e far si che la nostra vita risplenda per la sua unicità. Non dobbiamo temere di distinguerci dalla massa, dal procedere nel mondo controcorrente, né dobbiamo vergognarci di Gesù e del suo Vangelo.

Ma essere unici, non significa essere autosufficienti. Gesù è stato forte fino ad abbracciare la croce, perché dipendeva dal Padre, dalla sua potenza e dal suo amore. Così, se vogliamo essere simili a Gesù, dovremmo smetterla di confidare nelle nostre capacità e nella nostra forza di volontà. Impariamo, invece, a confidare in Dio, nella sua potenza-dynamis che è lo Spirito santo, e uniamo la nostra alla volontà del Padre, così come Gesù ci ha insegnato col Padre Nostro: come in cielo, così in terra.

Guardando al Gesù dei vangeli, facciamo nostri i suoi sentimenti di figlio di Dio; impariamo da lui a valutare correttamente noi stessi, gli altri, le cose della terra e quelle del cielo e saremo veramente simili a lui, figli di Dio ad immagine e somiglianza del Figlio di Dio.