Non glielo impedite

Il problema della “gelosia” religiosa, è purtroppo una caratteristica che accomuna tante comunità religiose. Cosa ne pensa Gesù?

Dal Vangelo secondo Marco (9,38-40)

In quel tempo, Giovanni disse a Gesù: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava demòni nel tuo nome e volevamo impedirglielo, perché non ci seguiva».
Ma Gesù disse: «Non glielo impedite, perché non c’è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito possa parlare male di me: chi non è contro di noi è per noi».

 

 

 

Il problema della “gelosia” religiosa, è purtroppo una caratteristica che accomuna la stragrande maggioranza delle comunità religiose, comprese le nostre comunità e gruppi ecclesiali. Nonostante l’insegnamento evangelico di oggi, molte comunità si connotano non per la loro inclusività o per un atteggiamento di sana e leale collaborazione con la società e le altre espressioni religiose sul territorio, bensì come comunità esclusive ed escludenti.

Con troppa superficialità si distinguono i “vicini” dai “lontani”, i “responsabili” dai praticanti della Domenica. Nonostante il Concilio Vaticano II, nonostante il Magistero dei Sommi Pontefici, nonostante un innegabile rinnovamento della Chiesa in tanti ambiti negli ultimi decenni, purtroppo si continua, con parole e atti, a distinguere tra chi è “dentro” e chi è “fuori”, tra “vicini” e “lontani”, tra “clero e responsabili” da una parte e “fedeli comuni” dall’altra, tra chi ha studiato teologia e chi è ignorante dottrinalmente, tra “cose di chiesa” e “cose del mondo”… prediligendo i primi ed escludendo di fatto i secondi.

Questo è ciò che accade, in una certa mentalità religiosa esclusiva ed escludente, quando qualcuno, pur operando bene e per il bene, non appartiene al “club”, non ha la tessera di “socio”, non ha il pedigree perfetto. Non conta il bene che si fa, ma il rispetto della forma, l’appartenenza tribale e il rispetto delle sue regole.

Ma siamo così certi che Gesù con la sua passione e morte, abbia voluto fondare un club-privé?! Oggi e nei prossimi giorni un’attenta lettura della Fratelli tutti di Papa Francesco non ci farebbe proprio male.