Ringrazio Gesù perché in questa esperienza mi ha donato sguardi, abbracci, sorrisi, parole e tante persone su cui poter contare. Mi ha donato Amore!

È arrivato questo momento, il momento di fermarmi e fare memoria. Prima di partire per Assisi, non so precisamente come mi sentivo, cosa provavo, cosa c’era nel mio cuore. Di certo, però, non stavo bene; mi sforzavo magari di stare bene. Sicuramente, ringrazio Gesù perché nei giorni prima della partenza mi ha messo persone accanto che mi hanno donato serenità e pace, ma il cuore era spento. Non avevo idea di cosa il Convegno potesse donarmi, ma nel cuore sentivo che doveva essere bello ed emozionante.

Ed ecco che inizia il Convegno, con tutta una serie di domande, si comincia a parlare di scendere in profondità ma io non ci riesco, sono bloccata, mi sento incapace. Viene detto di godere dello splendore dell’amore di Dio nella nostra vita e nel mio cuore io sono consapevole che Dio mi ama così come sono, che per Lui sono preziosa… ma ci credo realmente? Mi sento così? Non lo so nemmeno io, ma c’è una frase che mi perseguita: “avere il coraggio di andare oltre”.

Durante il pellegrinaggio ho pregato per tutti i giovani presenti, affinché Gesù con il suo Amore potesse ricolmare i cuori e lenire le ferite. Ho gustato la bellezza della luce in mezzo al buio e resto colpita da una frase: “perché devi avere paura? Dio si abbassa, entra nel nostro cuore per risanarlo”. Sento proprio il bisogno di svuotare il mio cuore da ciò che non mi da serenità.

“Come vivi la tua fiducia in Dio?”, questa e altre domande, continuano a toccarmi, ma ancora non riesco a rispondere. In realtà, io ero già proiettata alla liturgia penitenziale: per me è un problema grande scrutarmi dentro, mi sento incapace di capire quello che c’è nel mio cuore, se c’è qualcosa che mi ferisce. E poi c’è il pensiero della confessione che per me è come una tortura cinese!!!

Il Signore, però, sa cosa c’è nel mio cuore e mi conduce. Per distrarmi fa in modo che vengo chiamata a proclamare una lettura e mi rendo conto che anche questo, che era per me un problemone, adesso non lo è più; prima di leggere mi fermo, invoco lo Spirito Santo e dico a Gesù «Ti do la mia voce, fai ciò che vuoi» e il mio cuore è sereno. Ma eccomi al momento tanto temuto, quello di scrutarmi dentro. Presa dall’agitazione decido di andare al Centro di Ascolto dove mi sono trovata a parlare con Fra Rosario. Lì il Signore ha iniziato a guarire il mio cuore, a spronarmi. Iniziamo a confrontarci, ciò che viene fuori è il mio sentirmi incapace, il mio non fidarmi pienamente dell’amore di Gesù, credo che Gesù mi ama perché nella mia vita me l’ha dimostrato più volte, ma sono io che non riesco a fidarmi perché sono più concentrata a cercare le cose che non vanno in me, anche se magari nemmeno esistono, senza rendermi conto che con questi pensieri mi stavo buttando giù. Stavo dando al diavolo la possibilità di avere la “meglio” su Gesù. Vengo così invitata a guardare verso l’alto, come San Francesco, in un dipinto che avevo di fronte, e fidarmi ciecamente di Gesù che vuole solo il mio bene!

Arrivo a riconoscere i miei peccati, vado ad accogliere l’Amore di Gesù, a fidarmi di Lui nel sacramento della Confessione. Con il cuore pieno di gratitudine verso Gesù per avermi aiutato a sbloccarmi, a vedere tutto più chiaro, scendo alla tomba di San Francesco. Mi sento rinata!

Il mio cuore è carico di gioia, Dio è paziente con me, non mi abbandona, mi riempie il cuore, mi chiama per nome, mi dona il suo sguardo sempre. Adesso tocca a me riuscire a fermarmi, riuscirmi a fidarmi realmente di Lui, riuscire a guardare in alto e riuscire a gustare il Suo amore per me.

Ringrazio Gesù perché in questa esperienza mi ha donato sguardi, abbracci, sorrisi, parole e tante persone su cui poter contare. Mi ha donato Amore!

Rosamaria Sanfilippo, Porziuncola di Centuripe

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