Àlzati!

Si può possedere tutto ed essere vuoti dentro! Siamo così sicuri di poter fare a meno dell’amore tenero e misericordioso di Dio?

Dal Vangelo secondo Matteo (9,1-8)

In quel tempo, salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati».

Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico –, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua.

Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

 

 

Cosa viene prima, il benessere spirituale (che non si vede) o il benessere materiale (che si vede)? Il ben-essere di una persona dipende e si valuta dallo stato di salute, dal conto in banca, dal possesso maggiori o minori facoltà, o dipende e si può valutare a partire da elementi non visibili ma altrettanto se non maggiormente importanti?

Finché non ci si incappa personalmente, si fa veramente fatica a comprendere che nonostante la buona salute e il possesso di molti beni, si può annidare nella mente e nel cuore di una persona quella sorta di male oscuro che porta ad odiare e maledire la propria esistenza. Se nel cuore dell’uomo non abitano la gioia, la pace e l’amore (i principali e più bei doni dello Spirito), a poco servono salute e denaro, diritti e libertà individuali. Si può possedere tutto ed essere vuoti dentro!

Ecco perché Gesù prima di tutto guarisce l’animo del paralitico che gli viene posto dinanzi: ti sono perdonati i peccati, cioè: Dio ti ama e ti è vicino, non ti rigetta per le tue colpe, non sei un maledetto…, perciò sii in pace con Dio e con te stesso e ringrazialo anche per gli amici che ti ha messo accanto e ti hanno portato a Lui…

Dovremmo maggiormente riflettere sulle priorità che ci diamo, anche come credenti, di fronte alla scelta tra il benessere spirituale o il benessere psicofisico delle persone. La risposta la conosciamo: indubbiamente prima viene la salvaguardia della vita delle persone, poiché la gloria di Dio è l’uomo vivente. Ma troppo spesso, a partire da questo assunto, abbiamo trasformato le nostre comunità cristiane e la nostra azione pastorale comunitaria al pari di una qualsiasi associazione benefica di volontariato.
Ma siamo così sicuri e convinti che si può fare a meno di Dio, del sentire la sua voce e la carezza della sua mano e quella di una comunità di fede che gli assicurano amore, misericordia, pace, conforto, consolazione…?