Tu offendi anche noi

La Parola di Dio è sempre offensiva.

Dal Vangelo secondo Luca (11,42-46)

In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo».

Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

 

 

La parola di Gesù sempre ci offende (dal latino fendere = dividere) poiché è “più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, fino alle giunture e alle midolla, e discerne i sentimenti e i pensieri del cuore” (Eb 4,12).

Solo la Parola di Gesù è capace di penetrare nel profondo di noi stessi, dividere e distinguere ciò che è vera pietà che si traduce in carità da ciò che è semplicemente vanità, ipocrisia, legalismo vuoto e fine a sé stesso.

Permetterò quest’oggi a Gesù di “offendermi” fin nel profondo del mio cuore e dei miei pensieri?