Pianse su di essa

Non distrarti, Dio può farti visita anche oggi.

Dal Vangelo secondo Luca (19,41-44)

In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo:

«Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi.

Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

 

 

 

Soddisfatti delle nostre cose, indaffarati nel crederci eccezionali, convinti di sapere in cosa consista la nostra felicità, perdiamo di vista Colui che dovrebbe unicamente essere la nostra gioia.

Piange, Dio. Piange come un’amante non ricambiata, come una madre non capita, come un padre offeso, come un amico tradito. Soffre fino alle lacrime, fino alla croce. E nonostante la croce, ci dimostriamo ancora indifferenti al suo amore.

Nella nostra preghiera di oggi dovremmo avere il coraggio di chiedere il dono delle lacrime, quelle lacrime che, secondo un racconto di Niko Kazantzakis (Il poverello di Assisi) accompagnavano il grido di Francesco nelle selve intorno Assisi: “L’amore non è amato! L’amore non è amato!“.