Alessandro e Francesca, ieri tossicodipendenti oggi rock-star della fede: «Giovani, fidatevi: in Gesù abbiamo trovato divertimento e forza».

«Il Signore ci ha salvato da morte certa e ci ha abituato a cose grandi». Dalla tossicodipendenza a rock star di Dio. Così Alessandro Gallo e Francesca Cadorin, 33 e 36 anni, sono passati dal buio alla luce della fede, mettendosi al servizio dei giovani e della Chiesa con la musica.

Hanno abbandonato tutto e ora sono diventati i Reale, non nel senso di “regale”, ma di “vero”. «Abbiamo scelto di chiamarci così», dicono Alessandro e Francesca, «per augurarci di rimanere nella concretezza della vita. Vogliamo parlare ai giovani con la loro lingua, che è la nostra, senza pregiudizi o discriminazioni, cerchiamo di fare una musica concreta, un pop-rock che parli di valori reali e non inutili, dimostrando che pregare non vuol dire annoiarsi, ma che si può pregare con energia e gioia anche a suon di batteria e chitarre».

La storia dei Reale, che oggi sono sposi e genitori di due bambini e vivono a Berzano di San Pietro (Asti), inizia nel 1998 nella comunità Cenacolo. Alessandro e Francesca approdano qui senza conoscersi, accomunati dalla tossicodipendenza. In comunità i loro doni, per Alessandro la composizione, per Francesca il canto, trovano un terreno fertile in cui esprimersi. «Sono nate così canzoni nuove che parlavano della bellezza della vita ritrovata, della gioia di vivere insieme, della pazzia e dell’avventura di essere cristiani». Come quelle contenute nell’album Kairos, che per diverse settimane è rimasto in vetta alla classifica di iTunes e Amazon della categoria musica religiosa.

Il loro ultimo album Serpenti e Colombe (vedi sotto il trailer), uscito a fine giugno, è subito schizzato tra i primi 100 più scaricati nella classifica generale di iTunes. «È stata una sorpresa e un piccolo miracolo a cui non eravamo preparati! Potevamo immaginare che tutti i nostri affezionati “fans” subito avrebbero scaricato il CD, quindi nella musica religiosa potevamo anche aspettarci un certo movimento… ma quando alle 19:00 del 24 giugno (quindi 19 ore dopo l’uscita), ci è stato comunicato che l’album era entrato nella top 200 generale di iTunes al 150° posto, abbiamo dovuto un attimo fermarci! Non vi diciamo poi, quando il giorno dopo ci siamo visti all’89° posto, prima di Jovanotti ed Elisa… Siamo ben consapevoli che le classifiche non contano nulla, ma sapere che c’è tanta gente che condivide il nostro sogno, che prega assieme a noi, che cerca un modo per avvicinarsi a Dio e che lo fa attraverso i Reale, ci riempie di gioia. Vedere poi “Serpenti e Colombe”, unico disco con l’etichetta di Musica religiosa, prendersi spazio in mezzo alla classifica generale, è stato un segno per noi, il segno che la rivoluzione che Dio vuole fare attraverso di noi è iniziata».

Fuori dalla comunità Alessandro e Francesca volevano ricostruirsi una vita facendo lavori umili e saltuari. Poi hanno deciso di buttarsi a capofitto nella musica, affidandosi alla provvidenza. «Ci siamo trovati dentro una rivoluzione», dicono i due sposi musicisti, «abbiamo seguito gli slanci di papa Francesco. Vogliamo far capire che siamo qualcosa di diverso, vogliamo essere diretti con i giovani, trasmettendo loro che credere in Dio non è da sfigati, possiamo fare un bel concerto rock senza velare il messaggio. Spesso quello che proponiamo è una “tegola sulla testa”, soprattutto per alcuni sacerdoti che scoprono una spiritualità giovane e fresca».

I concerti-testimonianza dei Reale alternano canzoni al racconto di una rinascita alimentata dalle ore in ginocchio davanti a Gesù; i Reale chiamano il peccato e le devianze con i loro nomi, anticipano le risposte alle domande dei giovani. «Noi che siamo stati tossicodipendenti e che abbiamo vissuto la “libertà” del sesso sfrenato, della droga e dell’alcool, abbiamo trovato molta più avventura, più provvisorietà, più ribellione, più divertimento, più forza, più energia in Gesù Cristo e nel suo messaggio di amore».

Oggi Alessandro e Francesca riescono a toccare i cuori dei giovani: «Cantiamo per esperienza, non perché l’abbiamo sentito in qualche omelia o letto sui libri. Vogliamo essere la Chiesa nuova, quella delle periferie di cui parla papa Francesco. Anche perché, a ben vedere, la nostra storia parte proprio dalle periferie della città dove ci drogavamo, ma oggi ci ha portato negli oratori di tutta Italia e perfino a Medjugorje a cantare la gioia della fede».

VIDEO-TESTIMONIANZA

TRAILER DI “SERPENTI E COLOMBE”

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